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Lavoro psichiatrico in una istituzione scolastica mediante tecniche di gruppo

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con A. Del Lungo, C. Pilo Boyl, B. Woehler, G. Nebbiosi, F. Piperno)

Abstract
La comunicazione riguarda il lavoro svolto da un’équipe medico-psico-pedagogica presso la scuola elementare “A. Vespucci” di Roma, il cui organico conta 94 insegnanti, due dei quali assegnati alle classi differenziali.
L’équipe propone agli insegnanti un approccio diverso rispetto a quello delle classi differenziali per il trattamento dei bambini handicappati; attraverso gruppi di discussione allargati si perviene alla conclusione di reinserire i bambini già assegnati alle classi sperimentali.
Si costituiscono gruppi stabili di lavoro formati da 9-10 insegnanti e un membro dell’équipe. L’anno successivo si decide di riprendere i gruppi, con frequenza settimanale

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Esperienze di gruppi di discussione in reparti di degenti psichiatrici

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Viene descritta l’esperienza di un gruppo di discussione, costituito da studenti e ricoverati, che ha avuto luogo nel reparto uomini dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Roma. Il gruppo (formato da un minimo di 8-10 persone ad un massimo di 30-35) ha svolto la sua attività per otto mesi, con un totale di 55 riunioni.
Si rileva una linea di sviluppo articolata in cinque fasi: 1) smarrimento di fronte alla nuova situazione; 2) alcuni membri si esprimono con un linguaggio simbolico difficilmente comprensibile, che il conduttore traduce in un linguaggio accessibile a tutti; 3) con l’ingresso di alcuni infermieri, i cui interventi vengono vissuti come un attacco, il gruppo perde la sua unità; tensioni centrate sulla figura del conduttore, tentativo di acquisire autonomia da parte di alcuni membri; 5) presa di coscienza e rielaborazione emotiva di problemi inerenti la ricerca di una propria identità da parte degli studenti e dei ricoverati

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T-group su una intera istituzione: limiti di una situazione sperimentale

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. De Toffoli, C.A. Barnà, B. Bonfiglio, A. Noonan, A. Seganti)

Abstract
L’esperienza cui si fa riferimento è un corso seminariale di aggiornamento sulle dinamiche di gruppo per docenti di scuola primaria e secondaria, strutturato secondo la tecnica del T-group.
Rispetto al lavoro svolto si evidenziano due principali limiti metodologici: il primo riguarda la scelta tecnica del T-group, che mette in crisi schemi e modelli di riferimento; il secondo si riferisce alla conduzione da parte di professionisti esterni rispetto all’istituzione

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Evoluzione della co-terapia in un gruppo terapeutico

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Solitamente il rapporto di co-terapia viene considerato come reciproco potenziamento e controllo di eventuali errori, come accettazione e tolleranza reciproca.
In questo lavoro vengono invece evidenziate alcune difficoltà che possono emergere in un gruppo condotto da più terapeuti, che possono tuttavia essere superate se essi decidono di cambiare ottica, di immergersi nel gruppo.

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Utilizzazione del gruppo delle assemblee come mezzo di insegnamento in un corso sulle dinamiche di gruppo

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. Pilo Boyl, M.A. Palmieri, P. Nardone, A. Seganti, G. Nebbiosi, A. Noonan, C.A. Barnà, B. Woehler, F. Agosta, A. Correale, S. Casini).

Abstract
Oggetto di questo contributo, analogamente ad altri dello stesso periodo (sintesi n. 3, 18, 19), è l’utilizzazione dei gruppi nell’insegnamento di psichiatria. Viene commentato il secondo anno della ricerca, in cui si sono evidenziate le seguenti fasi: 1) disorientamento; 2) accettazione della nuova situazione; 3) speranze messianiche e timori persecutori; 4) desiderio di acquisire le capacità tecniche dell’équipe; 5) separazione, preoccupazione di “andare via integri”

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