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Introduzione al numero monotematico sui gruppi di formazione

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp.505-506 (in collaborazione con A. Correale)

Abstract
Vengono indicate le fasi elaborative del gruppo di ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione del fascicolo in cui sono descritte le esperienze di corsi di formazione.
Dall’insieme delle esperienze sembra emergere l’esigenza di individuare una tecnica di formazione attraverso il gruppo che tenga conto dell’intrecciarsi di tre piani: individuale, sociale, istituzionale

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La ricerca del setting per la formazione attraverso l’esperienza di gruppo: secondo corso sulle dinamiche di gruppo (1972-73)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 523-538 (in collaborazione con M.A. Palmieri, A. Seganti, A. Correale, A.C. Barnà, B. Woehler, C. Pilo Boyl)

Abstract
Il tema affrontato è analogo a quello del contributo precedente; in questo secondo corso il setting comprende i due momenti: quello dell’esperienza e quello della sua possibile razionalizzazione. Si descrive il tentativo di far coesistere il piccolo gruppo, in cui prevalgono eventi emotivi, e il gruppo allargato come fase di elaborazione razionale e di scelte.
Di fatto, l’alternarsi dei due momenti ha creato forti tensioni, sul piano emotivo e cognitivo, tra le due esperienze

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Comunicazione unidirenzionale e comunicazione circolare nel lavoro di formazione: primo corso sulle dinamiche di gruppo (1971-72)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 509-520 (in collaborazione con C. De Toffoli, B. Bonfiglio, A. Correale, C.A. Barnà, A. Seganti)

Abstract
Si descrivono modalità e processo di un corso sulle dinamiche di gruppo per studenti di medicina e filosofia, tenuto presso l’Istituto di psichiatria nel 1970-71, basato sulla tecnica dei T-group. Sono state adottate alcune regole di tale approccio, relative all’atteggiamento dello staff, alla durata predefinita dell’esperienza, all’assenza di finalità terapeutica; non è stata seguita invece la regola della residenzialità. La partecipazione degli studenti è volontaria

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Ideologia della libertà, dell’eguaglianza, della fraternità – esperienza in una scuola elementare di Centocelle e prime indicazioni operative e metodologiche

Quadrangolo, II, suppl. al n. 4, 1975, pp. 24-30

Abstract
Il contributo è stato presentato al convegno “Il bisogno psicologico di libertà”, organizzato dal centro studi psicoanalitici “Lo Spazio”. Vengono descritte alcune modalità utilizzate nella scuola per gestire tensioni, emergenti a livello relazionale, tra i bambini e tra questi e gli insegnanti. Utilizzando tecniche e di gruppo orientate in senso psicoanalitico, si evidenziano le regole proprie dell’istituzione e come queste possano promuovere o inibire l’evoluzione dei membri

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Sette riunioni di gruppo di discussione nel reparto cura uomini

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 553-564

Abstract
Vengono descritte le prime sette sedute di un gruppo di discussione formato da ricoverati, medici, infermieri e studenti del reparto cura uomini dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Roma. L’esperienza si è protratta per un totale di 55 riunioni nel corso degli anni 1969-70.
In un precedente contributo (sintesi n. 8) erano state fornite indicazioni generali sulle principali fasi dell’esperienza; in questo contributo si mette in risalto l’importanza di affrontare momenti psicotici

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Presentazione a: AA. VV. – Il lavoro psicoanalitico nei gruppi

(in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Nella presentazione al testo di D. Anzieu e collaboratori si affronta il problema di elaborare un metodo generale di intervento psicoanalitico specifico nel piccolo gruppo, considerando le caratteristiche del T-group di derivazione lewiniana e le sue trasformazioni in senso freudiano e kleiniano.
Viene trattato in particolare l’aspetto relativo alla scelta del setting: alcuni elementi di esso – ad esempio la durata a termine prefissato, il concentrare le sedute in pochi giorni, la residenzialità e l’isolamento rispetto all’ambiente circostante – comportano l’introduzione nell’esperienza di specifici valori e ideologie

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L’esperienza del vissuto del gruppo attraverso le associazioni del trainer

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 567-573 (in collaborazione con C.A Barnà, B. Bonfiglio, A. Correale, C. De Toffoli, A. Seganti)

Abstract
Viene descritta la prima parte dell’esperienza di un T-group tenuto in una scuola primaria e secondaria (sintesi n. 7). Il tema specifico è l’esame del controtransfert e la descrizione dettagliata delle fasi attraverso cui si realizza una rielaborazione emotiva di quanto avviene nel gruppo da parte di uno dei conduttori

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Le regole del t-group

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 541-549 (in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Questo contributo esamina criticamente la definizione di T-group derivante dalle regole che riguardano: durata delle sedute; silenzio dello staff; isolamento tra staff e membri del gruppo; residenzialità; presenza di osservatori.
Vengono anche considerate alcune regole meno esteriori, relative all’atteggiamento dello staff (es. “tutti i discorsi sono ricondotti all’immediato della situazione del gruppo”), al ruolo degli osservatori e alla funzione svolta dalle esercitazioni

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Definizione dell’immagine del “Sé” nell’esperienza del t-group

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 577-582

Abstract
Tema specifico di questo contributo, analogamente ad altri dello stesso periodo (sintesi n. 7, 13, 14, 15), è la stabilità dell’apprendimento nel T-group, in cui spesso i partecipanti sperimentano un forte impatto emotivo, ma in cui si rivelano anche attese e soluzioni magiche.
Nel T-group l’individuo è portato fuori dal suo ambiente, con conseguente perdita di sicurezza e in parte dell’immagine del proprio Sé. In queste condizioni è possibile riconoscere anche la motivazione della dipendenza-controdipendenza e le aspettative magiche nei confronti dello staff

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Ipotesi bioniane sui piccoli gruppi

Quadrangolo, I, 1, 1975, pp.39-52

Abstract
Questo contributo, relativo ad un seminario di ricerca sul pensiero di W.R. Bion, che si è svolto presso l’Unità esterna dell’Istituto di Psichiatria di Roma nel corso di tre anni, esamina le ipotesi bioniane sulla vita mentale del piccolo gruppo, in particolare i concetti di gruppo di lavoro, sistema protomentale e assunti di base, gruppo di lavoro specializzato.
Asse portante dell’analisi è il parallelo tra la teoria di Bion e le “opere sociali” di Freud. vengono inoltre esaminate le esperienze condotte da Bion in ambito istituzionale.

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