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Recensione di “L’oggetto psichiatrico nella relazione didattica” di A.D. Errico e M.V. Turra

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2-3, 1979, pp. 100-103

Abstract
Vengono presi in considerazione i tre parametri che gli Autori utilizzano per definire il campo utile per una recezione dell’“oggetto didattico”.
Tali parametri – corrispondenti ad altrettante caratteristiche della relazione tra insegnante ed allievo e del gruppo di formazione – sono: operatività, transitività, intermediarietà.
Viene data particolare attenzione alla intermediarietà attraverso il ricordo del racconto di L. Borges “La rosa di Paracelso”

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La torre di Babele: lingua, appartenenza, spazio-tempo nello stato gruppale nascente

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2-3, 1979, pp. 25-47

Abstract
Nell’ambito della ricerca volta a definire le caratteristiche del gruppo a finalità analitica (riassunti 29 e 30), vengono formulati per la prima volta i concetti di “area di appartenenza” e di “stato gruppale nascente”(v. riassunti 57 e 65).
Alla base della costituzione dell’“area di appartenenza” e della “lingua comune” – che ne è uno degli elementi – si individuano tre fattori: 1) la reazione ad una fantasia di catastrofe; 2) la spinta epistemofilica; 3) fantasie ed attese messianiche.
In accordo con Lotman e Uspenskij, lo strutturarsi dell’“area di appartenenza” viene descritto attraverso 1’opposizione tra strutturale ed extra-strutturale.
Sono poi esaminate le categorie di spazio, tempo (cronotopo) del gruppo a finalità analitica.
Il secondo nucleo tematico è costituito dalla definizione dello “stato gruppale nascente”, i cui. fenomeni comprendono, oltre che alterazioni delle categorie di spazio e tempo, già esaminate sotto il profilo della depersonalizzazione e della derealizzazione, anche il riproporsi delle spinte epistemofiliche e dei momenti catastrofale e messianico. È pertinente anche il richiamo allo «stadio primitivo» di W.R.Bion (vedi riassunto 77)

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Rappresentazione, costruzione, interpretazione nel gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, I, 1, 1979, pp.31-51

Abstract
Questo contributo utilizza il modello “culla di spago” precedentemente descritto per evidenziare le trasformazioni del gruppo che passa da una paralizzante condizione di depersonalizzazione (gruppo in assunto di base) ad una situazione in cui gli individui-membri sono in grado di cooperare (gruppo di lavoro).
Le fasi considerate sono, in sequenza:
a) i membri uscendo dal loro isolamento si trovano immersi in una neoformata “entità gruppale”, indistinto prolungamento delle loro sensazioni depersonalizzative;
b) emerge una iniziale “figura” e l’attenzione dei membri converge su di essa, mentre altri elementi minuti vanno sullo sfondo;
c) la “figura” che i membri hanno individuato consente loro di risignificare l’intera rete di relazioni

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La culla di spago

Quadrangolo, IV, 1, 1979, pp. 27-32

Abstract
In questo contributo sono inclusi due diversi nuclei tematici: il primo relativo alla descrizione del funzionamento del gruppo come insieme integrato, il secondo relativo ai tre livelli della comunicazione e dell’“ascolto psicoanalitico”. Qui si fa riferimento soltanto al primo tema; il secondo infatti è stato oggetto anche di una più recente pubblicazione: rimandiamo quindi al relativo riassunto (n.48).
La “culla di spago” è un modello analogico per facilitare la descrizione e l’osservazione dell’assetto del gruppo. Modelli di rete sono stati utilizzati anche da psicologi e psicoanalisti quali Foulkes e Corrao: in questo caso 1’attenzione è però rivolta non ai rapporti che sono permessi dalla rete, ma alle sue trasformazioni. In questo senso, è risultata particolarmente efficace l’utilizzazione di concetti estratti dalla geometria topologica

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