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Notes on Bion’s basic-assumptions

Rivista di Psicoanalisi, XXVII,  3-4, pp. 749-757, bibl. di 20 titoli

Abstract
Bion has evidenced a universal aspect of human psychology which can be adequately observed only in group situations: the individual’s tendency to combine instantly and involuntarily with another individual (or with more than one at a time) in sharing a basic-assumption and acting consequently

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Posizioni nel gruppo: elaborazione di alcune osservazioni di Nietzsche in “La nascita della tragedia”

Gli Argonauti, III, 10, 1981, pp.223-30 (in collaborazione con S.Angeli)

Abstract
W.R. Bion ha descritto 1’esistenza nel gruppo di due stati mentali di segno contrapposto: assunti di base e gruppo di lavoro (riassunto 39). In Esperienze nei gruppi soltanto a quest’ultimo stato mentale è riconosciuto un ruolo per lo sviluppo conoscitivo. La conoscenza che può essere conseguita con le sole forze razionali del “gruppo di lavoro” è però di natura diversa dall’“insight”; quest’ultimo implica necessariamente anche il coinvolgimento emotivo e la messa in questione del soggetto stesso che conosce.
Questo contributo è il primo e più generale approccio al problema ora delineato (v. riassunto 45)

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Note sugli assunti di base di W.R. Bion

Rivista di Psicoanalisi, XXVII, 3-4, pp. 739-748

Abstract
In questo contributo viene criticamente esaminata la problematica relativa alla natura dei fenomeni di gruppo definiti da Bion “assunti di base”.
Dopo aver individuato la centralità del concetto di assunto di base per un approccio psicoanalitico al gruppo e alla psicologia collettiva, ci si chiede se la vita mentale del gruppo in assunto di base possa andare incontro ad un processo evolutivo, esaminando i diversi stadi di sviluppo mentale nel gruppo a finalità analitica. A tal fine il comparire della fenomenologia propria degli A.d.B. viene considerata sia come effetto del “pensiero che conosce” (K), sia come effetto dell’evoluzione stessa del gruppo (O).
Una seconda area di indagine riguarda la necessità di individuare eventuali corrispondenze con formulazioni teoriche delle quali sia maggiore la conoscenza psicoanalitica. Si sottolinea che lo sviluppo di “fatti mentali nuovi” conduce a reazioni istituzionalizzanti; le formulazioni di Bion  rispetto alla reazione istituzionalizzante si possano correlare alla teoria freudiana relativa alla nascita dell’Ideale dell’Io, come erede del narcisismo primario

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Introduzione al numero monotematico dedicato a W.R. Bion

Rivista di Psicoanalisi, XXVII, 3-4, 1981, pp. 359-362 (in collaborazione con F.Corrao)

Abstract
This issue of the review, dedicated to Bion, bears direct witness to the way in which his work has been elaborated in Italy. Bion’s thought influenced Italian psycho-analysis both deeply and rapidly, even in respect to Great Britain and the United States, where he lived.
There are many reasons for that influence; some lie in certain characteristics of Bion’s research and method, particularly consonant with Italian cultural traditions.

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Note sul processo conoscitivo considerato dell’interno del gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, lI, 1, 1981, pp. 41-51

Abstract
Questo contributo è incentrato sulle possibilità conoscitive di un gruppo nei diversi momenti della sua evoluzione.
Un elemento nodale, che caratterizza il passaggio da una fase di frammentazione e confusione ad una iniziale fase di differenziazione, è l’emergere di “rappresentazioni adeguate”. Tali rappresentazioni infatti comportano una modificazione non solo del materiale, ma anche dell’assetto del gruppo, e più precisamente un ristabilirsi di legami tra i membri.
Si sottolinea come le oscillazioni tra frammentazione e integrazione (ps↔d) rappresentino una pulsazione “fisiologica” del gruppo (riassunto 50).
Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come ogni sviluppo conoscitivo del gruppo sia accompagnato da intense perturbazioni: in particolare, se il gruppo persegue un avanzamento nelle sue modalità di concettualizzare se stesso, questo non può rimanere senza effetto per l’equilibrio dei rapporti tra i membri: ognuno dei partecipanti all’area di appartenenza di quel gruppo deve ricercare un nuovo assetto emotivo (riassunto 33)

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Il simbolo tra gruppo e individuo: riflessioni su alcune formulazioni di W.R. Bion in “Attenzione e Interpretazione”

Quaderni di Psicoterapia Infantile, 5, 1981. pp. 31-41

Abstract
Si affronta il tema della formazione del simbolo, analizzando in particolare come funzioni individuali e “gruppali” si integrino nella funzione simbolica.
Nella parte normale (o nevrotica) della personalità viene privilegiata la relazione con un gruppo e con ciò che esso ha stabilito, mentre nella parte psicotica è privilegiata la relazione con un dio o un demone (v. anche riassunto 72). Questa scelta è essenziale per lo sviluppo (o meno) della funzione simbolica

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