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Ora locale: aspetti dell’esperienza del tempo nel gruppo, nel sottogruppo, nell’individuo

Quaderni di Psicoterapia infantile, 10, 1983, pp. 135-139

Abstract
Questo articolo, a carattere prevalentemente didattico, affronta il tema dell’esperienza del tempo da parte dell’individuo che si trova all’interno di un gruppo (v. riassunto 33). Seguendo una indicazione di Turquet, un punto di particolare riflessione è dedicato ad esaminare la differenza della esperienza “temporale” per l’individuo in quanto “membro” ed in quanto “persona”. Una illustrazione delle argomentazioni è offerta dalla citazione di Passaggio in India di E.H.Foster

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Gruppo e Individuo (Oscillazioni e complementarietà)

Quaderni di Psicoterapia di gruppo, 2, 1983, pp. 169-76

Abstract
Viene proposto di considerare i termini di “gruppo” e di “individuo” legati in una formula dinamica che copra 1’intero campo dell’osservazione: per G (gruppo) viene inteso un assetto del gruppo e degli individui-membri centrato sul gruppo e per I (individuo) uno centrato sugli individui.
Dal materiale clinico riportato si evidenzia come, nei singoli individui e anche nell’intero gruppo, si verifichino continue oscillazioni tra le due posizioni. Tali oscillazioni si presentano come modulazioni della presenza e tentativi di conservare una condizione non eccessivamente carica di angoscia (riassunto 37).
Si evidenzia inoltre come 1’attività interpretativa interferisca sulle oscillazioni, provocando ritardi e sfasature. Tali alterazioni, se da un lato sono avvertite con un aumento di angoscia, dall’altro aprono la strada ad una possibilità di conoscenza emotiva e partecipativa della vita del gruppo da parte dei membri.
Nell’ultima parte del contributo viene presa in considerazione – oltre alla tendenza degli individui-membri e del gruppo a oscillare tra le posizioni G e I – quella a cercare complementarietà tra esse

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Microallucinazioni

Gruppo e Funzione Analitica, IV, 1, 1983, pp. 19-28

Abstract
Questo contributo, sviluppo di un precedente lavoro (riassunto 44), tratta della elaborazione conoscitiva delle microallucinazioni in connessione con la funzione e lo specifico intervento dello psicoanalista.
Per quanto riguarda il reimpatto microallucinatorio sullo psicoanalista, viene indicata la possibilità di recezione dell’esperienza microallucinatoria attraverso il vissuto controtransferale

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Lo psicoanalista ascolta il gruppo

Giornale storico di Psicologia dinamica, VII, 14, 1983, pp. 63-70 (in collaborazione con S.Nicolosi)

Abstract
Seguendo 1’ipotesi bioniana relativa alla figura dell’“analista-mistico” (riassunto 45) si esamina la condizione mentale che permette di entrare in contatto con la “realtà psichica”. Tale condizione mentale, chiamato da Bion “accecamento artificiale”, si definisce in rapporto alla capacità dell’analista di eliminare «memoria», «desiderio» e «conoscenza» (riassunto 76).
Successivamente, la proposta bioniana viene considerata in relazione all’ascolto del gruppo a finalità analitica.
Viene infine proposto un modello – elaborato su un parallelismo con l’ascolto della musica – utile per descrivere ed evidenziare le diverse modalità di ascolto nel gruppo (vedi anche riassunto 31)

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Cenni storici

Capitolo I di C.Neri (a cura di) Prospettive della ricerca psicoanalitica nel gruppo (dispense di Tecniche di Indagine della personalità), Kappa – Roma, 1983, pp. 13-20 (in collaborazione con P.Cupelloni)

Abstract
Vengono esaminati i contributi di alcuni autori che hanno segnato le tappe fondamentali nello sviluppo della moderna psicoterapia di gruppo ad orientamento psicoanalitico.
Dopo aver ricordato l’opera di Pratt, pioniere della psicoterapia di gruppo, vengono segnalate le esperienze condotte da Burrow, quelle di Foulkes e di altri.
Particolare attenzione viene quindi rivolta ad alcuni concetti elaborati da K.Lewin e M.Klein, ricordati per l’importanza che hanno avuto nell’influenzare 1’approccio bioniano.
Viene infine esaminata la ricerca di W.R.Bion ed il particolare metodo teorico-clinico da lui ideato. (v. anche 54 e 58)

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Gruppo e tecniche di indagine della personalità

Introduzione a: C.Neri (a cura di) Prospettive della ricerca psicoanalitica nel gruppo (dispense di Tecniche di Indagine della personalità), Kappa – Roma, 1983, pp. 5-11

Abstract
Questo contributo parte dall’ipotesi relativa alla presenza nella personalità di spinte e bisogni, il cui corrispettivo è una vita sociale fondata sulla cooperazione (gruppo di lavoro). Tuttavia, i frequenti sentimenti di frustrazione avvertiti dall’individuo in rapporto alla vita di gruppo fanno supporre la presenza nella personalità di una seconda serie di tensioni (gruppo in assunto di base), rappresentata dalle quote «surrenaliche / attacco – fuga», «gonadiche / accoppiamento») «prolattiniche / dipendenza», presenti nella personalità degli individui, che permette loro di essere istantaneamente «gruppo-massa», sulla base di una valenza automatica (riassunto 39).
Viene ipotizzato che l’attivazione di questi aspetti della personalità si manifesti anche sotto forma di un eccitamento condiviso

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Lo psicoanalista tra assunti di base e gruppo di lavoro

Giornale storico di Psicologia dinamica, VII, 13, 1983, pp. 37-43 (in collaborazione con S.Nicolosi)

Abstract
Questo lavoro, partendo dall’ipotesi bioniana relativa all’attivarsi nel gruppo di due stati mentali di segno opposto (A.d.B. e G.d.l.), evidenzia come la compartecipazione dell’analista ai due diversi assetti esprima un punto irrisolto della teoria bioniana di Esperienze nei gruppi (riassunto 40).
Allo scopo di approfondire la problematica viene quindi esaminato il successivo modello bioniano nato in Attenzione e Interpretazione. Il concetto di “analista-mistico” formulato in questo testo sembra indicare una trasformazione del precedente modello nel senso del superamento della bipolarità A.d.B. – G.d.l.(riassunto 38)

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