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La lettera “O”

Metaxù, 16, 1993, pp.7-13

Abstract
Viene esaminato il concetto che Bion indica con la lettera «O» e che identifica l’ignoto, la verità, la «divinità che contiene in sé tutte le distinzioni non ancora sviluppate». La nozione di «O» viene assimilata alla «cosa-in-sé» di Kant, che rappresenta l’inconoscibile

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Nomos; Il diritto della comunità dei fratelli

In G. Di Chiara e C. Neri (a cura di), Psicoanalisi futura, Borla, Roma, 1993, pp. 215-231

Abstract
Per descrivere una particolare configurazione del setting di gruppo, la «Comunità dei Fratelli», si cita il famoso brano in cui Freud parla del passaggio da un’organizzazione basata sul potere assoluto del padre-padrone a una forma di socializzazione fondata sul nomos stabilito collettivamente.
Nel setting di gruppo la Comunità dei Fratelli è la fase in cui i membri si percepiscono non come singoli ma come componenti di un insieme di cui tutti fanno parte, che è dotato di specifici caratteri e diritti e con un comune patrimonio affettivo

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Introduzione a Psicoanalisi futura

Borla, Roma, 1993, pp. 11-22

Abstract
Nella prima parte del testo viene sottolineato il contributo scientifico che Francesco Corrao ha dato alla psicoanalisi, a livello teorico, metodologico e clinico, mettendo in evidenza il suo percorso attraverso la scuola psicoanalitica francese e successivamente quella inglese, in particolare Bion.
Nella seconda parte sono presentati sinteticamente i principali temi trattati nei contributi di diversi autori: metodologia, analisi di gruppo, interpretazione, narrazione, mitologia e psicoanalisi

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Commuting

Neri, C. (1993), Commuting, in R. Contardi, E. Gaburri, S. Vender (a cura di), Fattori terapeutici nei gruppi e nelle istituzioni. Quaderni di Koinos,1, Borla, Roma, 79-88.

Sommario 
La trattazione si articola su due concetti che illustrano la funzione terapeutica del pensiero di gruppo. Il primo è il concetto di «commuting», termine utilizzato per indicare le continue oscillazioni dalla dimensione individuale a quella gruppale, e viceversa.
Il secondo concetto, collegato al commuting, è la «narrazione efficace», una modalità di comunicare capace di dar entrare chi ascolta in rapporto con i pensieri, le fantasie e i sentimenti presenti nel campo del gruppo, stimolando associazioni che coinvolgono tutti i membri

Genius Loci; Una funzione del gruppo analoga a quella delle divinità tutelari di un luogo

Koinos. Gruppo e Funzione Analitica, anno XIV, n. 1-2

AbstractNella prima parte del testo si definiscono gli elementi che costituiscono il campo condiviso dai membri del gruppo, da cui dipende il senso di appartenenza e la delimitazione dei confini. Viene poi analizzata la figura del Genius loci, la persona che svolge funzioni fondamentali per la vita affettiva e di pensiero del gruppo, in particolare: preservare l’identità e l’armonia del gruppo, orientarne lo sviluppo e assicurarne la continuità affettiva nei momenti di cambiamento e trasformazione

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Field theory and trans-generational phantasies

In Borgogno, F. and Lucchetti, A.(Eds.) Reading Italian Psychoanalysis. London : Routledge/The New Library of Psychoanalysis, (In press)

Abstract
There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations

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The group’s emotional pool

British Journal of Psychotherapy, 1993

Abstract
Il lavoro pone l’accento sull’investimento affettivo che i membri del gruppo operano su un insieme di elementi condivisi (patrimonio affettivo). Nella seconda parte dello scritto si sottolinea come l’integrità di tale patrimonio sia essenziale per il buon funzionamento del gruppo in quanto «gruppo di lavoro» e per il benessere dei singoli partecipanti

La formazione degli studenti nel nuovo ordinamento del corso di laurea in psicologia: risultati di un’indagine sulla partecipazione e la valutazione delle EPG

Rassegna di Psicologia, 3, 1993

Abstract
Vengono evidenziate le variabili soggettive e oggettive che influenzano la partecipazione degli studenti alle attività formative offerte nel corso di laurea in psicologia. La frequenza delle esperienze pratiche guidate (EPG) è stata valutata positivamente, sia sul piano didattico che personale e professionale; esse sembrano pertanto rispondere al bisogno di formazione, anche se emerge ma necessità di ovviare a carenze di tipo organizzativo

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Campo e fantasie trans-generazionali

Rivista di Psicoanalisi XXXIX, 1, 1993, pp. 43-62

Abstract
Il lavoro mette in rapporto la nozione di fusionalità e quella di campo, ipotizzando che campi mentali possano propagarsi attraverso più persone e più generazioni. La seconda ipotesi è che questa propagazione possa essere favorita da una carente individuazione delle persone coinvolte.
Il contributo è stato presentato al panel «Sviluppi della ricerca sulla fusionalità» (Centro di Psicoanalisi Romano, 11 aprile 1992)

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Campo; Tre possibili impieghi e linee di sviluppo dell’idea, in ambito psicoanalitico e psichiatrico

Psiche, 2, 1993

Abstract
Vengono descritti tre approcci per utilizzare l’idea di campo in ambito psicoanalitico e psichiatrico. Il primo deriva dal pensiero di Bion, gli altri dal lavoro di M. e W. Baranger.
Il contributo è stato presentato alla tavola rotonda inaugurale del Corso biennale di aggiornamento per operatori sanitari del Lazio (Roma, 27 aprile 1991) e successivamente in una versione modificata al convegno «I confini dell’individuo e del gruppo», organizzato dalla USL 10, U.O. Psichiatria (Firenze, 11 maggio 1991)

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Supervisione nei servizi di salute mentale e patrimonio affettivo del gruppo

in “Il campo terapeutico nei servizi di salute mentale“, Borla, Roma

Abstract
La situazione di supervisione nell’ambito di un’istituzione è considerevolmente diversa da quella che si realizza in un rapporto privato tra supervisore e psicoterapeuta che presenta il materiale clinico. Le persone che fanno parte di un gruppo o di un’istituzione condividono valori, abitudini, affetti; il supervisore deve tenerne conto e adottare la tecnica opportuna.
Lo scritto è stato presentato alla tavola rotonda conclusiva del Corso triennale di aggiornamento per operatori dei Servizi dipartimentali di salute mentale della Regione Lazio (Roma, 1991) e successivamente in una versione modificata al panel «La funzione dell’analista come attivatore del campo istituzionale» (Centro Romano di Psicoanalisi, febbraio 1992)

 

Introduzione a G. Bleandonu “Wilfred R. Bion : la vita e l’opera (1897-1979)”

Borla, Roma, 1993, pp. 10-13 (in collaborazione con F. Ortu)

Abstract
Si mettono in evidenza alcuni elementi positivi del testo di Bleandonu, che permette di cogliere sia la sostanziale novità della teoria di Bion sul rapporto tra individuo e gruppo, in termini concettualizzazioni della mente, sia la continuità con il pensiero freudiano e kleiniano.  Viene descritto il percorso teorico e clinico che, partendo dall’interesse per il gruppo, porta Bion a mettere in evidenza i meccanismi primitivi del pensiero e le condizioni fondamentali per la costruzione di una conoscenza scientifica

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