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Una stanza: alcune persone parlano, dibattono. Il modello implicito di gruppo in W.R. Bion

Abstract
“Una stanza: alcune persone parlano, dibattono”: questo titolo un po’ bizzarro vuole ricordare Pirandello e Francesco Corrao, siciliano come Pirandello. Evoca anche un’altra stanza dove persone parlano e discutono: il “gruppo del mercoledì”, riunito intorno a Freud, a Vienna, tra il 1908 e il 1923, con l’interruzione della guerra. La terza stanza è un’aula, all’Ecole Normale Supérieure o all’Hôpital Sainte-Anne, negli anni in cui Lacan tiene i seminari

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Psicoanalisi e gruppo

In G. Berti Ceroni e A. Correale (a cura di), Psicoanalisi e psichiatria, Raffaello Cortina, Milano, 1999

Abstract
Nel testo sono descritte alcune delle caratteristiche che definiscono il setting di gruppo, in particolare:

  • il concetto di campo multipersonale, creato dagli individui che fanno parte del gruppo e da cui sono a loro volta influenzati e condizionati
  • gli stati mentali condivisi, derivanti da una momentanea e lieve depersonalizzazione (fantasia di essere tutt’uno) che rende possibile una prima compartecipazione emotiva
  • la funzione di oggetto-Sé del gruppo

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Il racconto di Jema el-Fna, illusione, intimità, franchezza e responsabilità nell’analisi di gruppo

In G. Coccoli e C. Marrone (a cura di), Simbolo metafora linguaggi, Gutemberg, Roma, 1999

Abstract
Il racconto che descrive i diversi momenti in cui si svolge la vita sociale nella piazza di Jema el-Fna è lo spunto per evocare alcune atmosfere e modalità di funzionamento del gruppo a finalità analitica che caratterizzano la fase iniziale del processo. I membri del gruppo, sotto l’urgenza di uscire dalla propria nicchia, raccontano episodi e sogni, esprimono fantasie ed emozioni, ma non sono ancora capaci di una reale condivisione: l’esistenza di un «campo» del gruppo è inizialmente una «illusione», che svolge una funzione positiva purché non si traduca in isolamento

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Introduzione a “Le teorie psicoanalitiche del gruppo” di René Kaës

Borla, Roma, 1999, pp. 7-15

Abstract
Il testo rileva l’importanza attribuita da Kaes al rapporto tra individui e gruppo, e in particolare i concetti di:

  • intersoggettività, come modalità di interazione tra i membri del gruppo che consente a ciascuno di fare esperienza di se stesso nel contesto della relazione
  • interdiscorsività, cioè riconoscere il contributo che ciascun partecipante può dare al discorso di gruppo
  • apparato psichico gruppale come condizione mentale condivisa dai membri del gruppo

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Gruppi con adolescenti a scuola: la nostra esperienza

(in collaborazione con M. Bernabei e R. Girelli). Quaderni di Psicoterapia di Gruppo, 2, 1999, pp. 31-53

Abstract
Il testo si articola in due parti. Nella prima si descrive lo sviluppo di un modello di intervento con i gruppi nelle scuole elementari e superiori, la formazione dei conduttori e le caratteristiche di tre tipi di gruppo: di allievi, di genitori e di insegnanti.
La seconda parte analizza una ricerca, basata sul modello precedentemente descritto, condotta in una scuola superiore di Sora, il cui obiettivo era quello di valutare se il gruppo possa considerarsi uno strumento valido per prevenire e ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico

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Une pièce: des personnes qui parlent et discutent

Revue Française de Psychanalyse, LXIII, 3, 1999, pp. 859-865

Abstract
Nella prima parte si illustra la concezione di Bion relativa all’attività di pensiero, costituita dall’alternanza di momenti di disintegrazione e di integrazione (oscillazione Ps  D). Si parla di oscillazione in quanto si passa da Ps a D e viceversa: ogni momento di sicurezza (posizione D) è seguito da una rottura (posizione Ps) che richiede la capacità di tollerare l’instabilità e l’incertezza.
Nella seconda parte, per descrivere il modo di condurre il lavoro di gruppo di F. Corrao, si introducono le nozioni di iperbole (progressiva intensificazione del discorso e della sua capacità di innescare un coinvolgimento) e di catarsi (come processo di liberazione-purificazione attraverso le passioni)

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