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Introduction. Robi Friedman, Claudio Neri and Malcolm Pines

Neri C., Friedman R., Pines M., (2002). Introduction in Neri C., Friedman R., Pines M. (eds) Dreams in Group Psychotherapy Theory and Technique, Jessica Kingsley Publishers, London and Philadelphia.

Abstract
The idea for this book was born during a meeting on a Roman terrace one sunny afternoon after a congress about ‘Dreams and the Group’. The three future editors of this book – relaxing with drinks in hand, chatting about this, that and the recent scientific meetings – concluded that the congress had been very interesting. But their strongest impression was that they were starting rather than ending a journey of exploration.
It was clear to them that although the dream theme strongly links group psychotherapy to Freud’s psychoanalytical tradition, dealing with the dream in the group context goes far beyond psychoanalytical paradigms. The most ancient traditions had addressed dreams in order to decipher the future as representing a different level of ‘reality’, essential to living contemporary social life in a richer, more creative way

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Associations libres, chaines groupales et pensee de groupe

Abstract
J’ouvrirai mon propos par quelques considérations sur les associations libres.
Les associations libres sont un instrument essentiel de la technique psychanalytique. Au cours de la séance, le patient associe ce qui lui vient à l’esprit, au sujet par exemple d’un rêve ou d’un épisode de sa vie. L’analyste l’écoute, en maintenant une attention flottante.
Les images et les pensées qui, au fur et à mesure, viennent à l’esprit du patient ne sont qu’apparemment incohérentes. Cette série d’images et de pensées ne suit pas une logique courante ; elle est néanmoins déterminée par une logique particulière : la logique de l’Inconscient

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Dreams in Group Psychotherapy: Theory and Technique

Introduction: Robi Friedman, Claudio Neri and Malcom Pines

Abstract
The book draws attention on long-neglected ways of understanding and use of dreams. The dream’s individual functions have overshadowed for many centuries its communicative functions for groups or the community

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Introduction a la methode du Social Dreaming Rapport sur les ateliers de Mauriburg

Raissa et Clarice Town.  Avances in salud mental relacion/Advances in relational mental health

Abstract
Le but principal de cet article est de fournir quelques informations sur le Social Dreaming. Il s’agit d’une technique de travail de groupe qui valorise l’apport que les rêves peuvent offrir à la compréhension non pas du « monde intérieur » des rêveurs, mais du contexte social et institutionnel où ils vivent. Gordon Lawrence (1998b), qui a découvert cette technique, affirme que les rêves contiennent des informations fondamentales sur la situation dans laquelle les personnes vivent au moment où ils rêvent. Le Social Dreaming ne veut pas mettre en question l’importance de l’approche de la psychanalyse classique aux rêves, mais il met en relief leur dimension sociale

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Fabiana’s Dreams

Jessica Kingsley Publishers, London and Philadelphia

Abstract
Dreams signal the essential moments in the search for identity. In the story of Fabiana, a patient in one of my therapeutic groups, three dreams had particular importance. These dreams (actually two dreams and a “scenic representation”) showed the state of the self and the progress in her healing process (Pines, 1999). First of all, though, I want to present Fabiana

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Libere associazioni, catene associative e pensiero di gruppo

Rivista di Psicoanalisi, XLVIII, 2, 2002, pp. 387-402

Abstract
Viene innanzitutto affermata la funzione delle «discussioni non direzionate» (l’equivalente delle libere associazioni nel setting duale) che danno luogo a catene associative nel setting del piccolo gruppo. Le catene associative sono espressione non solo di fantasie e immagini dei singoli partecipanti, ma anche del gruppo come un tutto; non hanno un andamento lineare: il terapeuta deve prestare attenzione alle ramificazioni «latenti» e alternativamente immaginare che i diversi interventi dei membri del gruppo siano in rapporto ad un nucleo centrale.
A conclusione si riporta una sequenza clinica che esemplifica alcuni momenti del discorso del piccolo gruppo a finalità analitica

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Introduzione al numero mono-tematico della Rivista di Psicoanalisi dedicato a Le libere associazioni

Rivista di Psicoanalisi, XLVIII, 2, 2002, pp. 295-299

Abstract
Nel presentare il numero dedicato alle libere associazioni, si sottolinea l’importanza del fattore F di cui parla Bion, cioè la fede (fiducia) del paziente nel processo analitico e nell’analista, ma anche il diritto e la reale possibilità di essere se stesso e di partecipare pienamente al trattamento.
Il fattore F è cruciale anche nel determinare quando e in quali condizioni i pazienti utilizzano le libere associazioni nel corso delle sedute. Più che il contenuto delle libere associazioni i pazienti possono temere la loro qualità sovversiva, la loro imprevedibilità, la possibilità di «pensare in proprio»

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La condivisione del dolore

Quaderni di Psicoterapia Infantile, 44, Borla, Roma, 2002, pp. 85-97

Abstract
Nel lavoro vengono affrontati due temi: il primo relativo al lutto sociale e psicologico, il secondo alla capacità di soffrire il dolore.
Dopo aver distinto il lutto psichico (l’esperienza della perdita) dal lutto sociale (i riti tradizionali), viene sottolineata l’importanza della partecipazione e della vicinanza del gruppo/comunità di riferimento nell’aiutare la persona che ha subìto una perdita ad attraversare positivamente il processo del lutto. Alcuni individui non sono capaci di «soffrire» il dolore, non sanno riconoscerlo ed esprimerlo, come nel caso dell’alessitimia; in questi casi il terapeuta aiuta i pazienti a dare voce al dolore attraverso una condivisione ricca di affettività, empatia, autenticità e attenzione

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Traumatisme, crise de la presence, apocalypse culturelle

Perspectives Psychiatriques, XLI, 2, 2002, pp. 95-99

Abstract
Il testo prende spunto dagli studi di E. DeMartino sul trauma conseguente all’emigrazione, a cui viene associato il concetto di crisi della presenza, espressione con cui si indica la perdita della capacità di essere nel proprio tempo.
La crisi della presenza può avere due esiti: portare alla patologia (breakdown=crollo) oppure a un processo di rinnovamento. Nel primo caso De Martino parla di apocalisse psicopatologica. Nel secondo caso, la persona può superare la crisi all’interno di un processo che coinvolge il gruppo/comunità di cui fa parte: in questo senso si parla di apocalisse culturale come via di trasformazione della sofferenza individuale.
Nell’apocalisse psicopatologica la crisi colpisce soprattutto la percezione e fruizione degli oggetti del mondo familiare, che perdono la loro «domesticazione», cioè il loro legame con le memorie culturali latenti

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Introduzione al Social Dreaming. Relazione sui workshops tenuti a Mauriburg, Raissa e Clarice Town

Jessica Kingsley Publ., London and Philadelphia, 2002

Abstract
Martin Ringer relates the world of Psychoanalysis to that of Experiential Learning and Adventure Therapy, and vice versa. To reach this goal, he relies on three special skills: the ability to make complex psychological concepts almost visible; a remarkable talent for narration; a tireless persistence in addressing many concepts, looking at it from different angles and at various levels of interpretation

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