2016

  • A small ritual and three phases of the process of elaboration in group psychoanalysis

    Neri, C. (2016), A small ritual and three phases of the process of elaboration in group psychoanalysis, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 40. Disponibile da  link. Abstract Using an extended clinical account, I draw attention to two questions that are important to understanding the therapeutic efficacy of the small psychoanalytic group. The first […]

  • Pensare l’istituzione

    Neri, C. (2016), Pensare l’istituzione, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 36. Disponibile da link Abstract Nel testo mi soffermo su tre temi. Il primo è relativo ad un aspetto particolare della relazione tra un individuo ed una istituzione. L’istituzione può fornire o non fornire all’individuo un rimando di immagine (rispecchiamento) adeguato alle sue […]

  • Thinking the Institution

    Neri, C. (2016), Thinking the Institution, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 36. Disponibile da  link. Abstract This essay focuses on three topics. The first is related to a particular aspect of the relationship between individuals and the institution. The institution may or may not provide the individual with an image (mirroring) suited to […]

  • A long meeting with Bion

    Neri, C. (2016), A long meeting with Bion, in H.B. Levine, G. Civitarese (eds), The W. R. Bion Tradition – Lines of Development, Evolution and Theory and Practice over the Decades, Karnac Books, London, 23-28. Abstract  In this paper the author describes his personal experience of meeting Bion in the rich historical and political context of […]

  • Aspetti vitali della vergogna

    Neri, C. (2016), Aspetti vitali della vergogna, Koinos: Gruppo e Funzione Analitica, IV (2), 87-96. ISSN 1593 – 0041

    Sommario

    Il senso di vergogna viene esemplificato in uno stralcio di un’opera di Hilary Mantel (2012), che mostra come la vergogna sia la manifestazione della difesa dal mostrarsi all’altro come “esseri umani”.
    Nell’ultima parte dello scritto, l’autore pone l’accento sulla necessità che l’analista aspetti con pazienza e tranquillità che il paziente prenda contatto con i suoi sentimenti di vergogna, creando un luogo sicuro in grado di favorire questa esperienza, che è una tappa nel processo analitico.

  • Commento al caso clinico di “Giulia”

    Neri, C. (2016), Casi clinici: interventi sul caso di Giulia, Psicoterapia e Scienze umane, 1(L), 147-148. ISSN:  0394­-2864

    Sommario 

    Nello scritto l’autore commenta il caso clinico di Giulia, una donna di circa quarant’anni, sopravvissuta a una diagnosi di mesotelioma pleurico da esposizione all’amianto. Il caso è riportato nella rubrica “Casi Clinici” del n. 4/2015 della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane” ed è stato presentato e scritto dalle dottoresse Isabella Giulia Franzoi, Fanny Guglielmucci, Francesca Viola Borgogno e Antonella Granieri. Giulia è inserita in un gruppo di psicoanalisi multifamiliare nel contesto di una cittadina, Casale Monferrato, che ha vissuto il trauma della malattia e della morte dovuta all’intossicazione da Eternit. Il vertice osservativo dell’autore considera due protagonisti del caso: Giulia e Casale Monferrato. A partire da ciò, l’autore si sofferma sull’uso che le co-conduttrici del gruppo multifamiliare (Antonella Granieri e Francesca Viola Borgogno) hanno fatto del gruppo stesso, rendendolo uno spazio in grado di creare una punteggiatura emotiva degli eventi traumatici che hanno colpito i partecipanti. Dal modo in cui viene punteggiata una sequenza di comunicazioni, cambia e si arricchisce il significato della comunicazione stessa: ponendo enfasi sugli aspetti emotivi degli eventi, le co-conduttrici sono state in grado di interpretare tali eventi anche alla luce degli affetti. Inoltre, la creazione condivisa di tale punteggiatura ha reso possibile un movimento trasformativo importante per Giulia stessa che ha potuto, così, avvicinarsi emotivamente alla sua famiglia e condividere il suo dolore.

  • Go-between_ita

    Neri, C., (2015), A go-between, in Williams, M.H. (ed), Teaching Bion: Model and Approaches, Karnac Books, London, 17-20.

    Sommario 

    L’autore racconta il proprio modo di “insegnare Bion” agli studenti, anche se egli stesso preferisce definirsi un “tramite” tra il suo pensiero e gli studenti stessi. La scelta di avvicinare Bion agli studenti è dettata in primis dall’affinità che il suo pensiero ha con le inclinazioni dei giovani: la capacità di essere proiettato al futuro, di essere iper-moderno, serio e al contempo ironico, ma anche di porsi come sostegno per i giovani nell’intraprendere percorsi psichici nuovi e diversi. L’autore si avvale di quattro strumenti per svolgere tale funzione. Il primo implica leggere Bion alla lettera, non modificandolo, né rendendo più semplici le sue idee, anzi scegliendo sempre l’idea più difficile e meno intuitiva. Con il secondo strumento l’autore favorisce le libere associazioni degli studenti, a partire dalle proprie idee, fantasie e associazioni evocate dal testo bioniano, tenendo, però, bene a mente la linea di separazione tra le idee di Bion e le associazioni su di esse. Il terzo riguarda la capacità di ogni studente, futuro analista, di non rifugiarsi nelle teorie di Bion o di un altro psicoanalista, ma di sperimentare la solitudine necessaria all’assunzione di responsabilità nel lavoro clinico, aspetto sollecitato da Bion stesso. Infine, l’ultimo strumento serve per mettere in guardia gli studenti dal rischio dell’arroganza durante il “processo veritativo” – il processo di diventare una persona più autentica, cercando la verità –  conseguenza del contatto con il pensiero bioniano; in tal caso essere un esempio di fuga dall’arroganza può essere molto più utile di divieti e ammonizioni.

  • Field Theory and Trans-generational Phantasies

    Neri, C. (2016), Field Theory and Trans-generational Phantasies, in Borgogno, F., Luchetti, A., Marino Coe, L. (eds), Reading Italian Psychoanalysis, Routledge, London.

    Abstract: There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations