Archivi categoria: Articoli in riviste

Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe

Neri, C. (2015), Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe, Revue de psychothérapie psychanalytique de groupe, 65 (2), 7-26. doi:10.3917/rppg.065.0007.

Résumé 

Le travail analytique de groupe est caractérisé par la centralité du passage de fantasmes, de pensées et de problèmes de la sphère individuelle au champ du groupe. L’importance de ce passage peut être assimilée à celle que revêtent, dans l’analyse duelle, le transfert et le passage de l’inconscient au préconscient et au conscient. J’ai choisi le terme commuting pour indiquer l’ensemble des opérations liées à ce passage. Dans l’anglais courant, un commuter est une personne qui vit en banlieue et qui se rend chaque jour en ville pour travailler. Les commuters font la navette dans les deux sens. Dans le petit groupe à visée psychanalytique, pour qu’un commuting puisse avoir lieu, il faut du temps, des efforts et un certain degré de créativité. Dans certains cas, il faut également que la personne « qui souhaite partager un problème » modifie préalablement sa position et son statut à l’intérieur du groupe.

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Protetto: Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe

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Aspetti vitali della vergogna

Neri, C. (2016), Aspetti vitali della vergogna, Koinos: Gruppo e Funzione Analitica, IV (2), 87-96. ISSN 1593 – 0041

Sommario

Il senso di vergogna viene esemplificato in uno stralcio di un’opera di Hilary Mantel (2012), che mostra come la vergogna sia la manifestazione della difesa dal mostrarsi all’altro come “esseri umani”.
Nell’ultima parte dello scritto, l’autore pone l’accento sulla necessità che l’analista aspetti con pazienza e tranquillità che il paziente prenda contatto con i suoi sentimenti di vergogna, creando un luogo sicuro in grado di favorire questa esperienza, che è una tappa nel processo analitico.

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Commento al caso clinico di “Giulia”

Neri, C. (2016), Casi clinici: interventi sul caso di Giulia, Psicoterapia e Scienze umane, 1(L), 147-148. ISSN:  0394­-2864

Sommario 

Nello scritto l’autore commenta il caso clinico di Giulia, una donna di circa quarant’anni, sopravvissuta a una diagnosi di mesotelioma pleurico da esposizione all’amianto. Il caso è riportato nella rubrica “Casi Clinici” del n. 4/2015 della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane” ed è stato presentato e scritto dalle dottoresse Isabella Giulia Franzoi, Fanny Guglielmucci, Francesca Viola Borgogno e Antonella Granieri. Giulia è inserita in un gruppo di psicoanalisi multifamiliare nel contesto di una cittadina, Casale Monferrato, che ha vissuto il trauma della malattia e della morte dovuta all’intossicazione da Eternit. Il vertice osservativo dell’autore considera due protagonisti del caso: Giulia e Casale Monferrato. A partire da ciò, l’autore si sofferma sull’uso che le co-conduttrici del gruppo multifamiliare (Antonella Granieri e Francesca Viola Borgogno) hanno fatto del gruppo stesso, rendendolo uno spazio in grado di creare una punteggiatura emotiva degli eventi traumatici che hanno colpito i partecipanti. Dal modo in cui viene punteggiata una sequenza di comunicazioni, cambia e si arricchisce il significato della comunicazione stessa: ponendo enfasi sugli aspetti emotivi degli eventi, le co-conduttrici sono state in grado di interpretare tali eventi anche alla luce degli affetti. Inoltre, la creazione condivisa di tale punteggiatura ha reso possibile un movimento trasformativo importante per Giulia stessa che ha potuto, così, avvicinarsi emotivamente alla sua famiglia e condividere il suo dolore.

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Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo ad orientamento analitico. Variazioni sul tema

Neri, C. Marinelli, S., Corbella, S. (2015), Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo a orientamento psicoanalitico: Variazioni sul tema, Gruppo: omogeneità e differenze, 1, 14-36.  

Sommario
Si propone, dopo un breve esame della letteratura, che il dispositivo di gruppo sia adatto in particolare ai pazienti portatori di disturbi legati alla scarsa individuazione di sé e alla mancanza di identificazione con se stessi. Sono illustrate a questo scopo alcune funzioni del dispositivo e del processo di gruppo; alcune proprietà del campo omogeneo di gruppo; alcune qualità psichiche specifiche dei pazienti psicosomatici, visti come particolarmente adatti a fruire e a contribuire al funzionamento multiplo dell’apparato gruppale. Un esempio clinico chiarisce questa affermazione. Viene fatta una distinzione fra gruppi nelle istituzioni pubbliche e gruppi nel privato.
Si discute poi dell’importanza dei primi colloqui per indirizzare o meno un paziente alla terapia di gruppo e in quale tipo di gruppo.

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Rever un sentiment

Neri, C. (2014), Rêver un sentiment, Revue de Psychotherapie psychanalytique de groupe, 2014/1 (62), 99-108. ISSN 0297 – 1194.

Résumé
Quelles sont les transformations dans la conception de l’inconscient qui s’avèrent
nécessaires, dans le travail de psychothérapie psychanalytique de groupe, lorsque l’on prend
en compte les concepts de Champ et d’Espace psychique du groupe ?
Je répondrai à cette question en introduisant deux nouveaux concepts : le nuage de
pensées non pensées et le coeur pulsant du nuage de pensées non pensées.
J’introduirai également la notion de Capacité négative de l’analyste pour étendre l’idée de
l’écoute des processus inconscients en accord avec l’introduction de ces deux concepts.
Dans ma démarche, je partirai de la clinique pour aboutir à la théorie. Plus précisément,
les trois références théoriques – nuage de pensées non pensées, coeur pulsant du nuage,
capacité négative – sont immergées et forment un tout avec le langage que j’emploie dans la
présentation clinique détaillée.
Cette manière de procéder pourrait rendre plus difficile la compréhension de mon propos.
Cet effort accru sera cependant compensé – je l’espère – par la possibilité d’entrer en prise
directe avec le vécu du groupe et de ses membres.

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Il fattore F in psicoanalisi e psicoterapia di gruppo

Neri, C. (2011), Il fattore F in psicoanalisi e in psicoterapia di gruppo, Gruppi, XII (3), 11-42. ISSN- 1826-2589.

 Sommario 

La nozione di fede – diversamente da quelle di «Illusione», «Capacità di tollerare le frustrazioni », «Investimento libidico» – non ha trovato un posto ben definito nella teoria psicoanalitica. Bion si è occupato di F (fede), per ciò che riguarda la sua funzione nel lavoro scientifico. Secondo Bion, è necessario un «Atto di fede» per dare consistenza ad alcune ipotesi e intuizioni, che emergono durante le sedute analitiche e che corrispondono a fatti, la cui esistenza non è considerata dalle più comuni teorie. Lo scopo dell’autore è riprendere le sue proposte, mettendo in evidenza la rilevanza clinica di F ed elaborando una concezione che risulti utile nel lavoro analitico. La prima parte del testo è dedicata all’esame delle aree nelle quali fede e fiducia si sovrappongono e di quelle nelle quali invece si divaricano. Ad esempio, la fede possiede un carattere propulsivo ed attivante, che non è parimenti rappresentato nel rapporto di fiducia. La seconda parte prende in considerazione F come fattore di una funzione psichica dell’analista, che è necessaria per riuscire a sostenere un paziente che si sente disperato e privo di risorse, attendendo che il suo desiderio di vivere si presenti nuovamente. L’ultima parte esamina F, vedendolo dal punto di vista del paziente e studiando le trasformazioni cui può andare incontro durante l’analisi.

La teoria della malattia dei membri del gruppo

Chiodi, M.L., Neri, C. (2012), La teoria della malattia dei membri del gruppo, Plexus, 9, 67-70.

Sommario 

I membri del gruppo sviluppano una loro teoria della sofferenza mentale che fa parte della cultura del gruppo. È una teoria implicita. Vale a dire che non è una teoria formalizzata, organizzata ed esplicitata in modo chiaro. Il riconoscimento dei suoi contenuti e caratteristiche è importante per l’analista, perché lo mette in grado di capire meglio come il gruppo funziona nei suoi sforzi verso il raggiungimento della guarigione. Tale riconoscimento inoltre consente all’analista di capire meglio quale immagine i membri del gruppo abbiano di se stessi in quanto gruppo.

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La noción ampliada de campo

Neri, C. (2007), La noción ampliada de campo, Clínica y análisis grupal, 99 (29), 9-28.

Resumen

La noción de campo completa la comprensión de ciertos aspectos y dimensiones de la situación analítica. En primer lugar se diferencia de otras ; nociones cercanas pero que no coinciden como atmósfera, encuadre, relación o tercero analítico. Posteriormente se enriquece con la integración de algunas ‘ideas de Bion: transformación y evolución en “O”. En la segunda parte del trabajo se introduce la “noción ampliada de campo”: asocia la noción de campo a las ideas de “función alfa” (capacidad metabólica de evolución) y “función narrativa” (transformas las emociones en narraciones, emociones – narraciones). Algunos fragmentos clínicos de casos individuales y de grupo, ilustran el carácter operativo de esta noción.

Feelings of guilt, shame, and unworthiness: From the viewpoint of a psychotherapy group of psychiatrists, psychologists, and psychotherapists

Neri, C. (2012), Feelings of guilt, shame, and unworthiness: From the viewpoint of a psychotherapy group of psychiatrists, psychologists, and psychotherapists, European Journal of Psychotherapy Counselling & Health, 14 (2), 189-200.  ISSN: 1364-2537

Abstract

This article is an account of the work the author did with a psychotherapy group which lasted over 20 years. The participants were psychiatrists, psychologists, social workers, psychotherapists, and educational staff who were working in various sectors of the Italian National Health Services. The group was ‘slow open’ therefore, when someone was ready to leave, others were able to join. The group’s life came to include five generations of participants. Over and over again, the participants found themselves engaged in mainly two kinds of problems: feelings of guilt and, shame and unworthiness. Both of these were partially related to choices of profession and the difficulties of working in the public service. They were able to deal quite successfully with the feelings of guilt and the related moods of depression. On the other hand, alleviating the sense of shame and unworthiness was more difficult. The author succeeded with all but three participants. In those three cases – which are presented in the article – the childhood feelings of shame and unworthiness had produced extreme socio-syntonic defenses (defenses which are very well attuned to the current social values). Those defenses had helped and kept on helping the three patients a great deal in forcing their way through life and their work places; they felt they had the right to behave this way. However successful those defenses were, they prevented those patients from having a complete and satisfactory affective life, rooted in the belief that they have a right to be loved simply because they exist.

 

Trois psychopathologies relatives à la maladie…et a la guérison dans le petit groupe à visée psychanalytique

Neri, C. (2012), Trois psychopathologies relatives à la maladie…et a la guérison dans le petit groupe à visée psychanalytique, Revue de Psychothérapie Psychanalytique de Groupe, 58 (1), 153-170.  ISSN: 0297-1194.

Résumé

Les membres du groupe développent et utilisent leur propre théorie sur l’origine de la souffrance mentale, une théorie qui fait partie de la culture du groupe. Il s’agit d’une théorie implicite. Elle est en effet utilisée par les membres du groupe sans avoir été préalablement formalisée, organisée et clairement formulée. La reconnaissance de ses contenus et de ses caractéristiques par l’analyste est importante. L’analyste qui est en mesure de les reconnaître peut également mieux comprendre comment fonctionne le groupe dans sa tentative de parvenir à la guérison.
Cette reconnaissance permet aussi à l’analyste de comprendre, de manière plus générale, l’image que les membres du groupe ont d’eux-mêmes en tant que groupe.

Microprocessus: alternances de phases de travail, de recueillement silencieux et de partage joyeux dans le petit groupe à visée psychanalytique

Neri, C. (2012), Microprocessus: alternances de phases de travail, de recueillement silencieux et de partage joyeux dans le petit groupe à visée psychanalytique, Psychothérapies, 32 (4), 273-281. ISSN: 0251-737X.

Résumé

Le but de cet article est de mettre en exergue et en valeur l’efficacité thérapeutique de certaines phases de la vie du groupe, qui ne correspondent ni à une activité cognitive, ni à un apport interprétatif de l’analyste. Il s’agit des phases de silence et des phases de participation joyeuse qui alternent avec les phases de travail et en renforcent l’efficacité thérapeutique.

Pensamiento sin pensador

Neri, C. (2010), Pensamiento sin pensador, in Cliníca y Anàlisis Grupal, 32 (104-105), 11-24. ISSN: 0210-0657.

Resumen

Como plantea Bion, los “pensamientos sin pensador” son pensamientos pero también sensaciones-, que todavía no han encontrado acogida en la mente de los sujetos y que esperan a alguien que les de forma y expresión. Pueden ser pensados, pero permanecen en stand by, hasta que se presentan las condiciones para que alguien los reciba y les de una forma comunicable.

I sogni di Fabiana

Neri, C. (2005), I sogni di Fabiana, in Neri, C., Pines, M., Friedman, R. (a cura di), I sogni nella psicoterapia di gruppo, Borla, Roma, 180-193.

Sommario 
I sogni di Fabiana marcano i momenti essenziali della ricerca dell’identità: mostrano lo stato del Sé e i progressi nel processo di guarigione di una paziente di un gruppo terapeutico.

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Presentazione del metodo e della tecnica del Social Dreaming

Neri, C. (2004), Presentazione del metodo e della tecnica del Social Dreaming. Relazione sui workshops tenuti a Lem-al-dar, Mauriburg, Raissa e Clarice Town, in W. G. Lawrence (a cura di), Esperienze nel Social Dreaming,Borla, Roma, 48-84.

Sommario

L’obiettivo principale dell’autore è fornire alcune informazioni sul Social Dreaming, una tecnica di lavoro di gruppo che valorizza il contributo che i sogni possono offrire alla comprensione, non del “mondo interno” dei sognatori, ma della realtà sociale ed istituzionale in cui vivono. Il Social Dreaming non vuole sfidare il grande valore dell’approccio ai sogni della psicoanalisi classica, ma mette in rilievo la loro dimensione sociale. Il secondo obiettivo è riferire alcune esperienze condotte con la tecnica del Social Dreaming e trarne indicazioni di ordine metodologico, teorico e clinico. Lo scritto è diviso in alcune sezioni. Prima di tutto vengono fornite informazioni sulle ipotesi fondamentali che sono alla base del Social Dreaming, sul setting e sull’origine della tecnica. Poi viene approfondito il suo impiego per esplorare e migliorare il funzionamento di un’organizzazione. Viene, quindi, fornita una cornice storica del Social Dreaming. L’ultima parte dello scritto è dedicata all’illustrazione di alcune esperienze di lavoro.

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