Archivi categoria: Capitoli in libri

A long meeting with Bion

Neri, C. (2016), A long meeting with Bion, in H.B. Levine, G. Civitarese (eds), The W. R. Bion Tradition – Lines of Development, Evolution and Theory and Practice over the Decades, Karnac Books, London, 23-28.

Abstract 

In this paper the author describes his personal experience of meeting Bion in the rich historical and political context of the late 60s.  Bion’s character is represented as a thinker, practitioner and influencer in the Italian psychoanalytic landscape and particularly in group psychotherapy. The first paragraphs describe the state of the art of Italian practice and research in group psychotherapy: the important contribution of SPI – Italian Society of Psychoanalysis – in supporting the birth of the “Italian model” in group psychotherapy and in evolving its own operational concepts – such as the concept of “field” – and in organizing the first Italian SPI congress based on Bion’s figure: the congress had a huge resonance all over Europe and contributed in making know the Italian group psychotherapy.
The last paragraphs focus on the personal experience of the author in meeting and knowing Bion – not only as a psychanalyst, but also as a person – and on how Bion touched and influenced the author’s personal and professional approach.

Chapter in pdf

Protetto: A long meeting with Bion

Questo documento è sotto copyright per cui è protetto da password. Per richiedere la password riempire il form in contatti.

The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields

Neri, C. (2017), The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields, in Kats, S.M., Cassorla, R., Civitarese, G. (eds.), Advances in Contemporary Psychoanalytic Field Theory: Concept and Future Development, Routledge, Taylor and Francis Group, London and New York.

Abstract
In this paper the author explores the idea that the analytic field – that is co-created by and shared between patient and analyst – may be a resonator and instrument for revealing the presence of other fields. These “other fields” – to which the patient or those of his close or extended family belongs to – may produce favourable or even disturbing effects on the analytic field itself. He retraces the path that led him to his main subject passing through three main concepts, such as the “significant other”, the “modal operator” / “exploration of the field” and “the awareness of the existence of a shared field”. Eventually, he illustrates through a case history a specific type of field, namely, the “umbral cone” that may be projected even over vast distances by anything bearing a relation to the element of the sacred and by institutions connected with religion.

Chapter in pdf

Protetto: The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields

Questo documento è sotto copyright per cui è protetto da password. Per richiedere la password riempire il form in contatti.

Go-between_ita

Neri, C., (2015), A go-between, in Williams, M.H. (ed), Teaching Bion: Model and Approaches, Karnac Books, London, 17-20.

Sommario 

L’autore racconta il proprio modo di “insegnare Bion” agli studenti, anche se egli stesso preferisce definirsi un “tramite” tra il suo pensiero e gli studenti stessi. La scelta di avvicinare Bion agli studenti è dettata in primis dall’affinità che il suo pensiero ha con le inclinazioni dei giovani: la capacità di essere proiettato al futuro, di essere iper-moderno, serio e al contempo ironico, ma anche di porsi come sostegno per i giovani nell’intraprendere percorsi psichici nuovi e diversi. L’autore si avvale di quattro strumenti per svolgere tale funzione. Il primo implica leggere Bion alla lettera, non modificandolo, né rendendo più semplici le sue idee, anzi scegliendo sempre l’idea più difficile e meno intuitiva. Con il secondo strumento l’autore favorisce le libere associazioni degli studenti, a partire dalle proprie idee, fantasie e associazioni evocate dal testo bioniano, tenendo, però, bene a mente la linea di separazione tra le idee di Bion e le associazioni su di esse. Il terzo riguarda la capacità di ogni studente, futuro analista, di non rifugiarsi nelle teorie di Bion o di un altro psicoanalista, ma di sperimentare la solitudine necessaria all’assunzione di responsabilità nel lavoro clinico, aspetto sollecitato da Bion stesso. Infine, l’ultimo strumento serve per mettere in guardia gli studenti dal rischio dell’arroganza durante il “processo veritativo” – il processo di diventare una persona più autentica, cercando la verità –  conseguenza del contatto con il pensiero bioniano; in tal caso essere un esempio di fuga dall’arroganza può essere molto più utile di divieti e ammonizioni.

Continua a leggere

Field Theory and Trans-generational Phantasies

Neri, C. (2016), Field Theory and Trans-generational Phantasies, in Borgogno, F., Luchetti, A., Marino Coe, L. (eds), Reading Italian Psychoanalysis, Routledge, London.

Abstract: There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations

Continua a leggere

Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più della discussione del caso clinico nella supervisione di gruppo?

Neri, C. (2014), Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più del caso clinico nella supervisione di gruppo?, in Neri, C., Patalano, R., Salemme, P. (a cura di), Fare gruppo nelle istituzioni, Franco Angeli, Roma, 61-71.

Continua a leggere

La tenerezza e la capacità di relazione

Neri, C. (2015), La tenerezza e la capacità di relazione, in Granieri, A., (a cura di), Il fattore T in psicoanalisi: La tenerezza nel lavoro di Eugenio Gaburri, Edizioni Borla, Roma.

Sommario 

L’articolo è presentato in occasione della Giornata in memoria di Eugenio Gaburri, presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Torino, il 15 febbraio 2014.
L’autore approfondisce l’impiego che Eugenio Gaburri fa della parola tenerezza. La letteratura psicoanalitica mette in relazione la tenerezza coi processi di sublimazione della sessualità, Gaburri ne arricchisce il significato definendola come il risultato della possibilità di vedere l’altro, non come oggetto ma come altro di per sé. Inoltre, viene declinata in tre aspetti: la tenerezza è un sentimento in grado di mitigare la separazione da una persona cara o da aspetti di noi stessi in quanto diviene contenitore di contenuti violenti rispetto alla separazione e li trasforma in qualcosa di diverso (corrisponde alla percezione del limite);  tenerezza è una forma di legame – asimmetrico, ma reciproco – che si stabilisce tra una persona – l’analista, ad esempio – disposta a cogliere un particolare aspetto dell’altro investendolo di affetto e un aspetto dell’altro che esiste e corrisponde a tale affetto; infine, tenerezza è la funzione – assimilabile alla Réverie materna – che consente l’elaborazione del perturbante presente nell’incontro con l’altro. Nei paragrafi finali l’autore propone esemplificazioni cliniche in cui la tenerezza può presentarsi e che riguardano l’entrata in analisi di un aspetto di Sé del paziente che sino ad allora era dissociato rispetto al Sé dominante. L’ingresso di tali aspetti è legato alla capacità relazionale dell’analista declinata in intrapsichica – mantenere viva e ritrovare sempre una sorgente interna di interesse e calore per il rapporto –  e interpersonale.

 

Continua a leggere

Introduzione a “Navigare l’inconscio” di Eugenio Gaburri

Neri, C. (2014), Tenerezza e Rêverie: introduzione, in Chiari, P., Sarno, M. (a cura di), Eugenio Gaburri: Navigando l’inconscio. Scritti scelti, Udine Mimesis, Milano.

Sommario 

Introduzione di Claudio Neri al testo di Eugenio Gaburri: “Navigando l’inconscio”, edito da Mimesis nel 2014. L’autore opera un parallelismo tra la nozione di tenerezza e quella di reverie riportando le teorie dei principali autori che negli anni si sono occupati dei suddetti temi.

Continua a leggere

Rire aux eclats. La sexualité dans le groupe

In P. Privat, D. Quelin (a cura di), La sexualité dans le groupe d’enfants, Dunod, Paris, 2001

Abstract
Viene presentata una sequenza clinica di quattro sedute in cui le fantasie sessuali emergono dal racconto di sogni e circolano dall’uno all’altro partecipante subendo continue e impreviste trasformazioni. La dimensione del sogno impedisce che tali fantasie vengano eccessivamente erotizzate e siano connotate da sentimenti persecutori e di colpa

Articolo in pdf
rire-aux-eclats-la-sexualite-dans-le-groupe

Psicoanalisi e gruppo

In G. Berti Ceroni e A. Correale (a cura di), Psicoanalisi e psichiatria, Raffaello Cortina, Milano, 1999

Abstract
Nel testo sono descritte alcune delle caratteristiche che definiscono il setting di gruppo, in particolare:

  • il concetto di campo multipersonale, creato dagli individui che fanno parte del gruppo e da cui sono a loro volta influenzati e condizionati
  • gli stati mentali condivisi, derivanti da una momentanea e lieve depersonalizzazione (fantasia di essere tutt’uno) che rende possibile una prima compartecipazione emotiva
  • la funzione di oggetto-Sé del gruppo

Articolo in pdf
psicoanalisi-e-gruppo

Il racconto di Jema el-Fna, illusione, intimità, franchezza e responsabilità nell’analisi di gruppo

In G. Coccoli e C. Marrone (a cura di), Simbolo metafora linguaggi, Gutemberg, Roma, 1999

Abstract
Il racconto che descrive i diversi momenti in cui si svolge la vita sociale nella piazza di Jema el-Fna è lo spunto per evocare alcune atmosfere e modalità di funzionamento del gruppo a finalità analitica che caratterizzano la fase iniziale del processo. I membri del gruppo, sotto l’urgenza di uscire dalla propria nicchia, raccontano episodi e sogni, esprimono fantasie ed emozioni, ma non sono ancora capaci di una reale condivisione: l’esistenza di un «campo» del gruppo è inizialmente una «illusione», che svolge una funzione positiva purché non si traduca in isolamento

Articolo in pdf
il-racconto-di-jema-el-fna-illusione-intimita-franchezza-e-responsabilita-nell-analisi-di-gruppo

Eustokhìa e Sincronicità

In F. Corrao, Orme II, Cortina, Milano, 1998

Abstract
Il testo è incentrato sul rapporto tra assetto mentale dell’analista e creazione del campo analitico, di cui si sottolineano le differenze rispetto allo spazio analitico. Il «campo analitico», a differenza dello spazio, non è circoscritto e si diffonde al di là dei limiti spazio-temporali.
Il termine «eustokhia» è utilizzato per indicare quel particolare assetto mentale che permette all’analista di cogliere la coincidenza degli eventi, cioè di considerare ciò che accade in seduta in termini di sincronicità

Articolo in pdf
eustokhia-e-sincronicita

Bion in Italia

In P. Bion Talamo, C. Borgogno, F. Merciai (a cura di), Lavorare con Bion, Borla, Roma, 1998

Abstract
Nel ricordare i Seminari condotti da Bion a Roma nel 1977, il testo si sofferma su tre temi: il modello della relazione contenitore-contenuto; la nozione di oscillazione Ps  D; l’idea dell’esistenza di «pensieri senza pensatore».
Si sottolinea inoltre come in Italia sia stata accolta ed elaborata la visione di Bion della psicoanalisi e il suo modo di promuovere l’attività di pensiero attraverso l’immaginazione speculativa

Articolo in pdf
bion-in-italia

Commutare – Commuovere; transiti dal gruppo all’individuo e viceversa

In E. Gaburri (a cura di), Emozione e interpretazione. Psicoanalisi del campo emotivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, pp. 113-118

Sommario 
Si descrive un modello che spiega il processo attraverso cui avvengono gli scambi dal gruppo all’individuo e viceversa, attraverso il concetto di «commuting». Il modello si articola su tre elementi:

  • il concetto di «campo», uno spazio comune creato dai membri del gruppo e in cui essi sono immersi;
  • il gruppo come soggetto collettivo capace di pensiero;
  • la funzione del conduttore non solo come interprete ma anche come co-pensatore.

A conclusione, il resoconto di una seduta mostra come il commuting consenta di «collettivizzare» un momento di crisi dell’individuo

Articolo in pdf
commutare-commuovere-transiti-dal-gruppo-all-individuo-e-viceversa

Nomos; Il diritto della comunità dei fratelli

In G. Di Chiara e C. Neri (a cura di), Psicoanalisi futura, Borla, Roma, 1993, pp. 215-231

Abstract
Per descrivere una particolare configurazione del setting di gruppo, la «Comunità dei Fratelli», si cita il famoso brano in cui Freud parla del passaggio da un’organizzazione basata sul potere assoluto del padre-padrone a una forma di socializzazione fondata sul nomos stabilito collettivamente.
Nel setting di gruppo la Comunità dei Fratelli è la fase in cui i membri si percepiscono non come singoli ma come componenti di un insieme di cui tutti fanno parte, che è dotato di specifici caratteri e diritti e con un comune patrimonio affettivo

Articolo in PDF
nomos-il-diritto-della-comunita-dei-fratelli

Field theory and trans-generational phantasies

Neri C. (1993) Field Theory and Trans-generational Phantasies, Rivista di Psicoanalisi, XXXIX; I, pp. 43–62 (Reprinted in Borgogno, F., Luchetti, A., Marino Coe, L. (eds) (2016), Reading Italian Psychoanalysis, Routledge, London, pp. 406–416)

Abstract
There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations

Articolo in PDF
field-theory-and-trans-generational-phantasies