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Alatiel: appunti sull’esperienza inesprimibile e la bugia

Quaderni di psicoterapia infantile, 13, 1986, pp. 197-204

Abstract
Collocazione dell’apporto bioniano in relazione ai diversi approcci della moderna psicoterapia di gruppo

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Relazione tra mistico e gruppo: le forze emotive nel gruppo primitivo

A.A.V.V.,Il gruppo come situazione operativa per lo psicologo, Ed. Centro Ricerche di Gruppo – Roma, 1976

Abstract
Questo contributo, come i precedenti, ha prevalente finalità didattica ed è caratterizzato dall’impiego di materiale letterario.
L’accoppiamento e la sessualità, in quanto elementi costitutivi della relazione di transfert, sono fondamentali nel lavoro psicoanalitico. La crescita della capacità di conoscere è stimolata dall’“accoppiamento»; questa, a sua volta, può essere considerata come una modalità di affrontare la malattia (riassunto n. 22).
La crescita è però sempre accompagnata da forte “turbolenza”; può essere ricordato, in proposito, come crescita e distruttività siano intrinsecamente legate.
La scelta della novella di Alatiel, estratta dal Decameron di Boccaccio, va nel senso di dare una viva rappresentazione delle emozioni e della turbolenza associate alla crescita (vedi anche riassunto 63)

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La malattia ed il processo di gruppo

Atti del I Convegno su Gruppo e funzione analitica, Ed. Centro Ricerche di Gruppo – Roma, 1976

Abstract
Si utilizza un’ottica reversibile (coppia che genera il gruppo ↔ gruppo che genera la coppia). Attraverso tale ottica vengono esaminati singoli elementi: la coppia, la scena, la rêverie, la malattia. Nell’ultima parte del lavoro si discute la possibilità di utilizzare i processi di trasformazione di Bion (contenitore ♂ ♀ contenuto, ecc.) anche nella situazione di gruppo, non solo in quella psicoanalitica classica.

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Contributo iniziale alla definizione di un contesto per l’esperienza didattica e formativa

AA.VV. Il gruppo come situazione operativa per lo psicologo, Ed. Centro Ricerche di Gruppo – Roma, 1976, pp. 1-26 ( in collaborazione con M.A. Palmieri)

Abstract
Il testo, a prevalente finalità didattica, illustra la tecnica del “gruppo esperienziale” e in particolare il ruolo che assume l’impiego di testi letterari.
Attraverso la rievocazione della situazione che fa da cornice al Decameron di Boccaccio viene introdotto il tema di un gruppo che cerca di curare la malattia per mezzo della narrazione e dell’attivazione di fantasie (vedi anche riassunti 52, 60, 61)

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