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Gruppi con adolescenti a scuola: la nostra esperienza

(in collaborazione con M. Bernabei e R. Girelli). Quaderni di Psicoterapia di Gruppo, 2, 1999, pp. 31-53

Abstract
Il testo si articola in due parti. Nella prima si descrive lo sviluppo di un modello di intervento con i gruppi nelle scuole elementari e superiori, la formazione dei conduttori e le caratteristiche di tre tipi di gruppo: di allievi, di genitori e di insegnanti.
La seconda parte analizza una ricerca, basata sul modello precedentemente descritto, condotta in una scuola superiore di Sora, il cui obiettivo era quello di valutare se il gruppo possa considerarsi uno strumento valido per prevenire e ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico

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La formazione degli studenti nel nuovo ordinamento del corso di laurea in psicologia: risultati di un’indagine sulla partecipazione e la valutazione delle EPG

Rassegna di Psicologia, 3, 1993

Abstract
Vengono evidenziate le variabili soggettive e oggettive che influenzano la partecipazione degli studenti alle attività formative offerte nel corso di laurea in psicologia. La frequenza delle esperienze pratiche guidate (EPG) è stata valutata positivamente, sia sul piano didattico che personale e professionale; esse sembrano pertanto rispondere al bisogno di formazione, anche se emerge ma necessità di ovviare a carenze di tipo organizzativo

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La formazione dell’analista di gruppo

in La bottega dell’anima (a cura di S. Benvenuto e O. Nicolaus), Franco Angeli, Milano, 1990; pp. 239-245 (in collaborazione con M. Pelagalli)

Abstract
È parte di un volume dedicato alla formazione dello psicoterapeuta e alle diverse scuole che si propongono questo fine.
Il testo, sotto forma di intervista, riprende la nozione di «sistema di appartenenza istituzionale».

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Nota preliminare sul gruppo esperienziale nel corso di laurea in psicologia

Atti del II Convegno della divisione clinica della S.LPs., Bulzoni – Roma, 1984, pp. 251-256 (in collaborazione con A.Gentili)

Abstract
Prendendo spunto da alcune note di P.Valery, vengono esaminate le complesse relazioni che si instaurano nell’ambito del capire e dell’immaginare. Si sottolinea come, nella situazione psicoanalitica, il «capire» sottenda: a) un rapporto tra l’analizzando e ciò che cerca di esprimere; b) un legame tra l’analista e l’analizzando; c) una terza relazione tra 1’analista e «quanto è all’origine» dei tentativi di espressione dell’analizzando

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Contributo per la definizione della figura di Operatore di gruppo

Quadrangolo, 12-14, 1980, pp. 41-43 (in collaborazione con A.Correale)

Abstract
Nella prima parte dell’articolo viene fornito un quadro dei diversi centri italiani interessati alla psicoterapia di gruppo ad orientamento psicoanalitico e delle iniziative più rilevanti degli ultimi anni.
Delineato il panorama, viene esaminata la proposta di dare vita ad un organismo intersocietario finalizzato alla formazione di “operatori di gruppo”.
Nell’ultima parte dell’articolo si considerano le motivazioni di ordine teoretico per cui gli A.A. ritengono che la creazione di tale organismo – che verrebbe a riunire centri ancora considerevolmente differenti tra loro per impostazione teorica, metodologica e tecnica – non sarebbe opportuna e risulterebbe anzi confondente per la definizione della figura di “operatore di gruppo”

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Recensione di “L’oggetto psichiatrico nella relazione didattica” di A.D. Errico e M.V. Turra

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2-3, 1979, pp. 100-103

Abstract
Vengono presi in considerazione i tre parametri che gli Autori utilizzano per definire il campo utile per una recezione dell’“oggetto didattico”.
Tali parametri – corrispondenti ad altrettante caratteristiche della relazione tra insegnante ed allievo e del gruppo di formazione – sono: operatività, transitività, intermediarietà.
Viene data particolare attenzione alla intermediarietà attraverso il ricordo del racconto di L. Borges “La rosa di Paracelso”

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Contributo iniziale alla definizione di un contesto per l’esperienza didattica e formativa

AA.VV. Il gruppo come situazione operativa per lo psicologo, Ed. Centro Ricerche di Gruppo – Roma, 1976, pp. 1-26 ( in collaborazione con M.A. Palmieri)

Abstract
Il testo, a prevalente finalità didattica, illustra la tecnica del “gruppo esperienziale” e in particolare il ruolo che assume l’impiego di testi letterari.
Attraverso la rievocazione della situazione che fa da cornice al Decameron di Boccaccio viene introdotto il tema di un gruppo che cerca di curare la malattia per mezzo della narrazione e dell’attivazione di fantasie (vedi anche riassunti 52, 60, 61)

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Introduzione al numero monotematico sui gruppi di formazione

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp.505-506 (in collaborazione con A. Correale)

Abstract
Vengono indicate le fasi elaborative del gruppo di ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione del fascicolo in cui sono descritte le esperienze di corsi di formazione.
Dall’insieme delle esperienze sembra emergere l’esigenza di individuare una tecnica di formazione attraverso il gruppo che tenga conto dell’intrecciarsi di tre piani: individuale, sociale, istituzionale

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La ricerca del setting per la formazione attraverso l’esperienza di gruppo: secondo corso sulle dinamiche di gruppo (1972-73)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 523-538 (in collaborazione con M.A. Palmieri, A. Seganti, A. Correale, A.C. Barnà, B. Woehler, C. Pilo Boyl)

Abstract
Il tema affrontato è analogo a quello del contributo precedente; in questo secondo corso il setting comprende i due momenti: quello dell’esperienza e quello della sua possibile razionalizzazione. Si descrive il tentativo di far coesistere il piccolo gruppo, in cui prevalgono eventi emotivi, e il gruppo allargato come fase di elaborazione razionale e di scelte.
Di fatto, l’alternarsi dei due momenti ha creato forti tensioni, sul piano emotivo e cognitivo, tra le due esperienze

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T-group su una intera istituzione: limiti di una situazione sperimentale

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. De Toffoli, C.A. Barnà, B. Bonfiglio, A. Noonan, A. Seganti)

Abstract
L’esperienza cui si fa riferimento è un corso seminariale di aggiornamento sulle dinamiche di gruppo per docenti di scuola primaria e secondaria, strutturato secondo la tecnica del T-group.
Rispetto al lavoro svolto si evidenziano due principali limiti metodologici: il primo riguarda la scelta tecnica del T-group, che mette in crisi schemi e modelli di riferimento; il secondo si riferisce alla conduzione da parte di professionisti esterni rispetto all’istituzione

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Utilizzazione del gruppo delle assemblee come mezzo di insegnamento in un corso sulle dinamiche di gruppo

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. Pilo Boyl, M.A. Palmieri, P. Nardone, A. Seganti, G. Nebbiosi, A. Noonan, C.A. Barnà, B. Woehler, F. Agosta, A. Correale, S. Casini).

Abstract
Oggetto di questo contributo, analogamente ad altri dello stesso periodo (sintesi n. 3, 18, 19), è l’utilizzazione dei gruppi nell’insegnamento di psichiatria. Viene commentato il secondo anno della ricerca, in cui si sono evidenziate le seguenti fasi: 1) disorientamento; 2) accettazione della nuova situazione; 3) speranze messianiche e timori persecutori; 4) desiderio di acquisire le capacità tecniche dell’équipe; 5) separazione, preoccupazione di “andare via integri”

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Corso per studenti sulle dinamiche di gruppo tramite tre gruppi di sensibilizzazione

Rivista di Psichiatria, VI, 3, pp. 215-17 (in collaborazione con C.A. Barné, B. Bonfiglio, A. Correale, C. De Toffoli, A. Noonan, A. Seganti)

Abstract
Il problema che abbiamo voluto affrontare era quello di impostare un corso per studenti che al lato del corso ufficiale di Psichiatria, fornisse un’adeguata preparazione sulle dinamiche dì gruppo.
Considerando l’insegnamento come attualizzazione di possibilità e non come semplice trasmissione di cultura, volevamo che la didattica fosse tutt’uno con un’esperienza dal vivo dalla quale poter trarre una conoscenza personale nel campo specifico.
Gli studenti (di medicina e filosofia) sono stati distri buiti in tre gruppi di se nsibilizzazione di 10-15 persone, ciascuno condotto da un trainer con l’aiuto di 1-2 osservatori.
Questo esperimento è tuttora in corso ed in questa breve comunicazione vorremmo soltanto proporre alcuni presupposti teorici e metodologici circa l’impostazione di un gruppo di  sensibilizzazione a carattere didattico. I risultati dell’esperienza ed il loro confronto con l’impostazione che qui proponiamo, saranno oggetto di ulteriore comunicazione.

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