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La capacità negativa ed altro

Marinelli, S. (2008), La capacità negativa ed altro, in S. Marinelli, Contributi della psicoanalisi allo studio del gruppo, Borla, Roma, 164-165. ISBN/ISSN: 978-88-263-1659-8

Abstract
L’articolo approfondisce il concetto di “capacità negativa dell’analista”:  tale assetto mentale permette al campo di gruppo analitico – di cui il terapeuta fa parte – di costituirsi con qualità di apertura, multidimensionalità e permeabilità a pensieri nuovi.

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Introduzione a Psicoanalisi futura

Borla, Roma, 1993, pp. 11-22

Abstract
Nella prima parte del testo viene sottolineato il contributo scientifico che Francesco Corrao ha dato alla psicoanalisi, a livello teorico, metodologico e clinico, mettendo in evidenza il suo percorso attraverso la scuola psicoanalitica francese e successivamente quella inglese, in particolare Bion.
Nella seconda parte sono presentati sinteticamente i principali temi trattati nei contributi di diversi autori: metodologia, analisi di gruppo, interpretazione, narrazione, mitologia e psicoanalisi

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Gruppo e Individuo (Oscillazioni e complementarietà)

Quaderni di Psicoterapia di gruppo, 2, 1983, pp. 169-76

Abstract
Viene proposto di considerare i termini di “gruppo” e di “individuo” legati in una formula dinamica che copra 1’intero campo dell’osservazione: per G (gruppo) viene inteso un assetto del gruppo e degli individui-membri centrato sul gruppo e per I (individuo) uno centrato sugli individui.
Dal materiale clinico riportato si evidenzia come, nei singoli individui e anche nell’intero gruppo, si verifichino continue oscillazioni tra le due posizioni. Tali oscillazioni si presentano come modulazioni della presenza e tentativi di conservare una condizione non eccessivamente carica di angoscia (riassunto 37).
Si evidenzia inoltre come 1’attività interpretativa interferisca sulle oscillazioni, provocando ritardi e sfasature. Tali alterazioni, se da un lato sono avvertite con un aumento di angoscia, dall’altro aprono la strada ad una possibilità di conoscenza emotiva e partecipativa della vita del gruppo da parte dei membri.
Nell’ultima parte del contributo viene presa in considerazione – oltre alla tendenza degli individui-membri e del gruppo a oscillare tra le posizioni G e I – quella a cercare complementarietà tra esse

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Rappresentazione, costruzione, interpretazione nel gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, I, 1, 1979, pp.31-51

Abstract
Questo contributo utilizza il modello “culla di spago” precedentemente descritto per evidenziare le trasformazioni del gruppo che passa da una paralizzante condizione di depersonalizzazione (gruppo in assunto di base) ad una situazione in cui gli individui-membri sono in grado di cooperare (gruppo di lavoro).
Le fasi considerate sono, in sequenza:
a) i membri uscendo dal loro isolamento si trovano immersi in una neoformata “entità gruppale”, indistinto prolungamento delle loro sensazioni depersonalizzative;
b) emerge una iniziale “figura” e l’attenzione dei membri converge su di essa, mentre altri elementi minuti vanno sullo sfondo;
c) la “figura” che i membri hanno individuato consente loro di risignificare l’intera rete di relazioni

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