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Pensare l’istituzione

Neri, C. (2016), Pensare l’istituzione, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 36. Disponibile da http://www.funzionegamma.it/pensare-listituzione/

Abstract

Nel testo mi soffermo su tre temi. Il primo è relativo ad un aspetto particolare della relazione tra un individuo ed una istituzione. L’istituzione può fornire o non fornire all’individuo un rimando di immagine (rispecchiamento) adeguato alle sue necessità e compiti. Questo rimando e le sue eventuali carenze hanno un impatto non soltanto sull’identità professionale, ma anche sugli aspetti profondi e basici del Sé. Il secondo tema riguarda la relazione triangolare Individuo ‑ Piccolo gruppo – Istituzione. Tra l’individuo e l’istituzione può trovare posto un Piccolo gruppo di amici-colleghi. Questo svolge funzioni diverse rispetto a quelle dell’istituzione, però può subentrarle quando l’istituzione è eccessivamente carente. Il terzo tema infine è una riflessione su quale possa essere l’approccio più vantaggioso perché l’individuo riesca a pensare l’istituzione.

Protetto: Pensare l’istituzione

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Introduzione a D. Anzieu – J.Y. Martin, Dinamica dei piccoli gruppi

Ed. Borla, Roma, 1990 , pagg. III° VIII° (in collaborazione con N. Dazzi)

Abstract
Il testo mette in evidenza le caratteristiche della scuola francese che si è interessata ai gruppi e tratteggia uno schizzo della figura di Anzieu. Sono sintetizzati i principali temi trattati: nella prima parte, dopo un’attenta analisi del termine «gruppo», si delinea la nascita e lo sviluppo delle concettualizzazioni sui gruppi, per passare poi a descrivere teorie e metodi di indagine sui fenomeni di gruppo; la seconda parte si incentra sui temi fondamentali della dinamica di gruppo (comunicazione, potere, ruoli, resistenze, ecc.); la terza parte è dedicata alla psicoterapia di gruppo

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La ricerca del setting per la formazione attraverso l’esperienza di gruppo: secondo corso sulle dinamiche di gruppo (1972-73)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 523-538 (in collaborazione con M.A. Palmieri, A. Seganti, A. Correale, A.C. Barnà, B. Woehler, C. Pilo Boyl)

Abstract
Il tema affrontato è analogo a quello del contributo precedente; in questo secondo corso il setting comprende i due momenti: quello dell’esperienza e quello della sua possibile razionalizzazione. Si descrive il tentativo di far coesistere il piccolo gruppo, in cui prevalgono eventi emotivi, e il gruppo allargato come fase di elaborazione razionale e di scelte.
Di fatto, l’alternarsi dei due momenti ha creato forti tensioni, sul piano emotivo e cognitivo, tra le due esperienze

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Ipotesi bioniane sui piccoli gruppi

Quadrangolo, I, 1, 1975, pp.39-52

Abstract
Questo contributo, relativo ad un seminario di ricerca sul pensiero di W.R. Bion, che si è svolto presso l’Unità esterna dell’Istituto di Psichiatria di Roma nel corso di tre anni, esamina le ipotesi bioniane sulla vita mentale del piccolo gruppo, in particolare i concetti di gruppo di lavoro, sistema protomentale e assunti di base, gruppo di lavoro specializzato.
Asse portante dell’analisi è il parallelo tra la teoria di Bion e le “opere sociali” di Freud. vengono inoltre esaminate le esperienze condotte da Bion in ambito istituzionale.

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