Archivi tag: Supervisione

Gruppi nelle istituzioni

a cura di Giorgia Dappelo

Sommario:

Nelle istituzioni psichiatriche la funzione curante non è attribuita solo ad un singolo, ma in larga misura ad un’équipe. Per questo motivo – oltre che per sostenere il carico emotivo dei “pazienti difficili” – è indispensabile che gli operatori possano contare su un gruppo-di-lavoro.

Tale possibilità è messa a rischio quando nell’équipe si instaura una atmosfera negativa caratterizzata da apatia, scoraggiamento, disinvestimento, e da una certa conflittualità tra gli operatori e/o tra la base e i vertici dell’istituzione. Si tratta di un disagio che èsia istituzionale sia individuale, e che può evolvere fino ad impedire la collaborazione del gruppo.

A mio avviso, in questi casi, gli operatori soffrono per la mancanza di un adeguato sostegno della “rete istituzionale”, ossia di una rete di contenimento e di protezione, formata da presenze umane e sintonie affettive, ma anche da segnali istituzionali. Nei momenti di criticità si percepiscono i buchi di questa rete e le persone sentono di precipitare nello sconforto: non si sentono sostenute, non si sentono pensate.

Da questo stato è possibile uscire. A volte un piccolo gruppo di colleghi può riunirsi con l’intento di rilanciare il modo in cui viene portato avanti il mandato istituzionale, riattivando così la possibilità di “pensare l’istituzione” in un modo nuovo.

Anche le supervisioni possono essere un modo efficace per riattivare il funzionamento dell’équipe. Ho sviluppato un modello di supervisione che reputo particolarmente utile per migliorare il clima del gruppo. Questo approccio prevede – dopo un primo incontro in cui ascolto i colleghi e mi rendo conto della situazione e dei problemi- la preparazione di un “testo mirato” in cui presento, sotto forma di stimoli e suggerimenti, alcune possibili soluzioni ai problemi che ho rilevato. Includo, sempre nel testo un’immagine o un racconto, evocati in me dall’atmosfera dell’incontro precedente per favorire nelle persone che lo leggono o ascoltano il nascere di evocazioni ed associazioni. Lo scritto si pone come un “oggetto intermediario” che facilita la comunicazione tra i partecipanti e contribuisce a co-costruire un’area di discorso e di lavoro condivisa,

Protetto: Gruppi nelle istituzioni

Questo documento è sotto copyright per cui è protetto da password. Per richiedere la password riempire il form in contatti.

Il supervisore ed il maestro dei Sushi

Neri, C. (2017), Il supervisore ed il maestro dei Sushi. Introduzione a R. Romano Toscani, Conversazione a due voci: Note sulla supervisione, Franco Angeli, Roma.

Abstract

Nell’introdurre i lettori al testo di Rosa Romano Toscani, “Conversazione a due voci: Note sulla supervisione”, vengono illustrati alcuni aspetti del rapporto tra allievo e supervisore.
Ci si sofferma in particolare sui processi di identificazione che si mettono in moto in questo tipo di relazione, definendone l’asimmetria – nel rispetto delle differenti posizioni –  e la duplicità. Se è vero, infatti, che l’allievo si identifica con il suo maestro in un processo di apprendimento, anche il supervisore si identifica nel giovane allievo.
In un buon processo, possiamo auspicarci che nel tempo questa relazione possa caratterizzarsi di reciprocità, ossia configurarsi come “una relazione in cui ciascuno, per l’altro, è se stesso”. Sarà possibile allora allargare le maglie di quel processo identificativo, lasciando spazio alle peculiarità di ciascuno, nonché al rispetto e alla valorizzazione delle differenze tra due pari. Il lavoro di supervisione potrà configurarsi quindi come occasione per pensare insieme. L’allievo potrà trovare il suo personale modo di essere analista, e il supervisore potrà tornare allievo, rigenerandosi.
La supervisione psicoanalitica viene associata al processo di apprendimento/insegnamento dell’arte del Sushi, cogliendo divergenze e analogie tra queste due esperienze di training e trattando, con poetica delicatezza, il tema dell’ambivalenza che è insito in simili rapporti.

Protetto: Il supervisore ed il maestro dei Sushi

Questo documento è sotto copyright per cui è protetto da password. Per richiedere la password riempire il form in contatti.

Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più della discussione del caso clinico nella supervisione di gruppo?

Neri, C. (2014), Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più del caso clinico nella supervisione di gruppo?, in Neri, C., Patalano, R., Salemme, P. (a cura di), Fare gruppo nelle istituzioni, Franco Angeli, Roma, 61-71.

Continua a leggere

Fare gruppo nelle istituzioni

Neri, C., Patalano, R., Salemme, P., (2014) (a cura di), Fare gruppo nelle istituzioni. Franco Angeli, Roma.

Sommario 

Il testo è stato pensato come uno strumento pratico di consultazione rivolto a medici, psicologi, infermieri ed educatori professionali, impegnati nel lavoro nel Terzo settore nonché nel Sistema Sanitario Nazionale. Il libro risulta anche utile agli studenti delle facoltà di Medicina e Psicologia o delle relative scuole di specializzazione. Il tema centrale è l’impiego del dispositivo di gruppo per la cura dei “pazienti gravi” in contesti istituzionali ed una sezione è dedicata alla cura di bambini ed adolescenti ricoverati nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura ovvero ospiti di comunità terapeutiche. Il testo prende inoltre in considerazione altri due temi: gli interventi terapeutici rivolti alla famiglia del paziente o alle persone a lui vicine ed anche quelli rivolti al gruppo équipe. Diversi modi di utilizzare il gruppo sono dunque descritti nel manuale che illustra la funzionalità del gruppo di psicoterapia in contesti differenti e rivolto a pazienti che differiscono tra loro per età e diagnosi.

Continua a leggere

Supervisione nei servizi di salute mentale e patrimonio affettivo del gruppo

in “Il campo terapeutico nei servizi di salute mentale“, Borla, Roma

Abstract
La situazione di supervisione nell’ambito di un’istituzione è considerevolmente diversa da quella che si realizza in un rapporto privato tra supervisore e psicoterapeuta che presenta il materiale clinico. Le persone che fanno parte di un gruppo o di un’istituzione condividono valori, abitudini, affetti; il supervisore deve tenerne conto e adottare la tecnica opportuna.
Lo scritto è stato presentato alla tavola rotonda conclusiva del Corso triennale di aggiornamento per operatori dei Servizi dipartimentali di salute mentale della Regione Lazio (Roma, 1991) e successivamente in una versione modificata al panel «La funzione dell’analista come attivatore del campo istituzionale» (Centro Romano di Psicoanalisi, febbraio 1992)