Archivi tag: Teoria

Famiglia e gruppo: quali legami?

Interazioni. Clinica e ricerca psicoanalitica su individuo-coppia-famiglia, I, 1996, pp. 113-114

Mantenendo come sfondo le domande fatte a David Rosenfeld abbiamo avuto un incontro con Claudio Neri. Pubblichiamo una breve tranche di questo dibattito.

Alcuni autori sostengono che, per quanto riguarda la famiglia, il corpo è fondamentale.Capita spesso nella pratica clinica di incontrare famiglie che, nel corso della stessa o di più generazioni, presentano disturbi psicosomatici. C’è un modo di spiegare questi fenomeni relativi al corpo anche in un’ottica gruppale?

Mi torna in mente un gruppo in cui una ragazza aveva avuto un’infiammazione tubarica. Questa situazione ha coinciso con un grandissimo sforzo, nel gruppo, di concettualizzare l’esistenza del corpo, che però poteva presentarsi soltanto in una dimensione molto drammatica, com’è quella di un corpo malato, successivamente addirittura un corpo operato chirurgicamente e di una capacità generativa messa a rischio. In altri casi, che non ho osservato dal punto di vista clinico, ma da spettatore partecipe, mi è sembrato di cogliere una forte identificazione della componente psicosomatica con la dimensione istituzionale. Per esempio, un amico dirigente del PDS, ripensando alla morte di Enrico Berlinguer, ha paragonato il suo impegno ad una partita a scacchi: non potendo fare altro, ad un certo punto, Berlinguer aveva messo se stesso sulla scacchiera. La successiva vittoria si è poi rivelata effimera… sull’onda della commozione causata dalla sua morte ci fu, è vero, il punto massimo dell’avanzata elettorale della sinistra, un successo che ha però segnato anche l’inizio del declino. Il mio amico aveva letto quel venire meno del segretario comunista come un tentativo di soluzione, mentre io l’ho considerato soprattutto come l’effetto dell’esaurimento della possibilità di pensiero, della possibilità di manovra di un’istituzione. Spesso ho avuto l’impressione che alcune persone, assai profondamente legate all’istituzione di cui fanno parte ed anche al loro personale compito di pensiero, quando si accorgono che questa, che è la loro parte più vitale e strutturante sta esaurendosi, si lascino cadere come una foglia ormai morta dal ramo.

Quando nasce il primo gruppo? Quando la prima famiglia?

Nel corso dell’ominazione, lo sviluppo che ha compimento con l’Homo sapiens, uno sviluppo che è durato circa quattro milioni di anni, la comunità ed il gruppo non si sono distinti. A quei tempi, non si poteva parlare neanche di famiglia. Sino al 1800, non è esistita la famiglia come la intendiamo attualmente.

Vorremmo riportarti ad un tema di assoluta attualità. L’adolescente che si stacca dalla famiglia per andare nel gruppo dei pari, che tipo di gruppo crea?

Un gruppo con valori ed idee originali. Tali idee sono maggiormente in opposizione che in ripetizione di modelli, idee e valori della famiglia.

Opposizione alla famiglia, per quanto poi, alla fine, vengano trasferite nel gruppo dei pari tematiche specifiche del nucleo familiare originario. Per esempio, c’è sempre un leader nel gruppo.

Identificare nel leader del gruppo di adolescenti modelli paterni o materni non mette adeguatamente in risalto quella alternativa di valori che l’adolescente invece ricerca.

Nella famiglia vi è una scena fantasmatica? O meglio vi sono più scene fantasmatiche? Se ho davanti una famiglia, ne ho in realtà di fronte una per ogni componente, molto diversa da quella di tutti gli altri. Il confronto fra le diverse scene fantasmatiche costituisce quindi un’evoluzione molto importante, così come la differenza che è possibile osservare tra la famiglia interna di un membro e la dimensione interattiva che io vedo nel ‘qui ed ora’.

Mi sembra interessante. Si: nella famiglia possono essere attive parecchie scene fantasmatiche! Il problema può essere però che se – a causa della presenza in carne ed ossa della famiglia – si fa coincidere la scena fantasmatica, ad esempio la scena edipica, e la scena reale, è fortemente ostacolata, a mio parere, la possibilità di un’elaborazione dei contenuti fantasmatici. È forse preferibile quindi valorizzare gli interventi che corrispondono ad un’analisi della comunicazione, che metta in evidenza le differenze dei vissuti dei vari membri e la loro difficoltà a chiarire i reciproci punti di vista.

Introduzione al panel; “Uno spazio diverso per il concetto di fusionalità”

Rivista di Psicoanalisi, XXXI, 3,1985, pp.287-289 (in collaborazione con L.Pallier, G.C.Soavi, R.Tagliacozzo)

Abstract
Questa novella, tratta dal Decameron, è già stata presa in esame in un precedente articolo (v. riassunto 23). L’impiego della novella è volto però ad illustrare una ipotesi teorica diversa rispetto al contributo precedente

Articolo in PDF
introduzione-al-panel-uno-spazio-diverso-per-il-concetto-di-fusionalita

Ora locale: aspetti dell’esperienza del tempo nel gruppo, nel sottogruppo, nell’individuo

Quaderni di Psicoterapia infantile, 10, 1983, pp. 135-139

Abstract
Questo articolo, a carattere prevalentemente didattico, affronta il tema dell’esperienza del tempo da parte dell’individuo che si trova all’interno di un gruppo (v. riassunto 33). Seguendo una indicazione di Turquet, un punto di particolare riflessione è dedicato ad esaminare la differenza della esperienza “temporale” per l’individuo in quanto “membro” ed in quanto “persona”. Una illustrazione delle argomentazioni è offerta dalla citazione di Passaggio in India di E.H.Foster

Articolo in PDF
ora-locale-aspetti-dell-esperienza-del-tempo-nel-gruppo-nel-sottogruppo-nell-individuo

Cenni storici

Capitolo I di C.Neri (a cura di) Prospettive della ricerca psicoanalitica nel gruppo (dispense di Tecniche di Indagine della personalità), Kappa – Roma, 1983, pp. 13-20 (in collaborazione con P.Cupelloni)

Abstract
Vengono esaminati i contributi di alcuni autori che hanno segnato le tappe fondamentali nello sviluppo della moderna psicoterapia di gruppo ad orientamento psicoanalitico.
Dopo aver ricordato l’opera di Pratt, pioniere della psicoterapia di gruppo, vengono segnalate le esperienze condotte da Burrow, quelle di Foulkes e di altri.
Particolare attenzione viene quindi rivolta ad alcuni concetti elaborati da K.Lewin e M.Klein, ricordati per l’importanza che hanno avuto nell’influenzare 1’approccio bioniano.
Viene infine esaminata la ricerca di W.R.Bion ed il particolare metodo teorico-clinico da lui ideato. (v. anche 54 e 58)

Articolo in PDF
cenni-storici

Note sul processo conoscitivo considerato dell’interno del gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, lI, 1, 1981, pp. 41-51

Abstract
Questo contributo è incentrato sulle possibilità conoscitive di un gruppo nei diversi momenti della sua evoluzione.
Un elemento nodale, che caratterizza il passaggio da una fase di frammentazione e confusione ad una iniziale fase di differenziazione, è l’emergere di “rappresentazioni adeguate”. Tali rappresentazioni infatti comportano una modificazione non solo del materiale, ma anche dell’assetto del gruppo, e più precisamente un ristabilirsi di legami tra i membri.
Si sottolinea come le oscillazioni tra frammentazione e integrazione (ps↔d) rappresentino una pulsazione “fisiologica” del gruppo (riassunto 50).
Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come ogni sviluppo conoscitivo del gruppo sia accompagnato da intense perturbazioni: in particolare, se il gruppo persegue un avanzamento nelle sue modalità di concettualizzare se stesso, questo non può rimanere senza effetto per l’equilibrio dei rapporti tra i membri: ognuno dei partecipanti all’area di appartenenza di quel gruppo deve ricercare un nuovo assetto emotivo (riassunto 33)

Articolo in PDF
note-sul-processo-conoscitivo-considerato-dell-interno-del-gruppo

Il simbolo tra gruppo e individuo: riflessioni su alcune formulazioni di W.R. Bion in “Attenzione e Interpretazione”

Quaderni di Psicoterapia Infantile, 5, 1981. pp. 31-41

Abstract
Si affronta il tema della formazione del simbolo, analizzando in particolare come funzioni individuali e “gruppali” si integrino nella funzione simbolica.
Nella parte normale (o nevrotica) della personalità viene privilegiata la relazione con un gruppo e con ciò che esso ha stabilito, mentre nella parte psicotica è privilegiata la relazione con un dio o un demone (v. anche riassunto 72). Questa scelta è essenziale per lo sviluppo (o meno) della funzione simbolica

Articolo in PDF
il-simbolo-tra-gruppo-e-individuo-riflessioni-su-alcune-formulazioni-di-Bion-in-attenzione-e-interpretazione

La culla di spago

Quadrangolo, IV, 1, 1979, pp. 27-32

Abstract
In questo contributo sono inclusi due diversi nuclei tematici: il primo relativo alla descrizione del funzionamento del gruppo come insieme integrato, il secondo relativo ai tre livelli della comunicazione e dell’“ascolto psicoanalitico”. Qui si fa riferimento soltanto al primo tema; il secondo infatti è stato oggetto anche di una più recente pubblicazione: rimandiamo quindi al relativo riassunto (n.48).
La “culla di spago” è un modello analogico per facilitare la descrizione e l’osservazione dell’assetto del gruppo. Modelli di rete sono stati utilizzati anche da psicologi e psicoanalisti quali Foulkes e Corrao: in questo caso 1’attenzione è però rivolta non ai rapporti che sono permessi dalla rete, ma alle sue trasformazioni. In questo senso, è risultata particolarmente efficace l’utilizzazione di concetti estratti dalla geometria topologica

Articoli in PDF
la-culla-di-spago

Il carteggio Freud-Jung

Ed. R.A.I. – Roma, 1977, 86 pp. (in collaborazione con N.Dazzi e L.Preta)

Abstract Si tratta dei testi di sei puntate preparate per il dipartimento delle trasmissioni scolastiche ed educative per adulti della RAI.
Lo sviluppo di alcuni fondamentali concetti psicoanalitici viene seguito attraverso 1’epistolario; alcune schede forniscono precisazioni ed integrazioni.
Un secondo tema affrontato riguarda il definirsi dell’istituzione psicoanalitica e del training con sue specifiche modalità, quali l’analisi didattica e le supervisioni.

Articolo in PDF
carteggio-freud-jung

Elementi del gruppo a finalità analitica

Ed. Centro Ricerche di Gruppo, Roma, 1976, 52 pp.

Abstract
Questo contributo, come i precedenti, ha finalità prevalentemente didattiche; vengono riportati, ampiamente rielaborati, i momenti essenziali di un seminario tra psicoanalisti e operatori di gruppo.
I materiali sono stati riuniti attorno a sei temi ed è stata conservata la forma del dibattito.
Gli argomenti affrontati sono: costituzione del setting (I, VI); il linguaggio metaforico ed i suoi limiti (II, III); i fattori dinamici della vita emotiva e fantasmatica del gruppo (IV, V).

Articolo in PDF
elementi-gruppo-finalita-analitica

Introduzione al numero monotematico sui gruppi di formazione

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp.505-506 (in collaborazione con A. Correale)

Abstract
Vengono indicate le fasi elaborative del gruppo di ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione del fascicolo in cui sono descritte le esperienze di corsi di formazione.
Dall’insieme delle esperienze sembra emergere l’esigenza di individuare una tecnica di formazione attraverso il gruppo che tenga conto dell’intrecciarsi di tre piani: individuale, sociale, istituzionale

Articolo in PDF
introduzione-al-numero-monotematico-sui-gruppi-di-formazione