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La verità come fattore terapeutico

Neri, C. (2007), La verità come fattore terapeutico, Funzione Gamma, Journal on line di Psicologia di gruppo, 19. Disponibile da http://www.funzionegamma.it/la-verita-come-fattore-terapeutico-2/

Abstract
La verità – secondo Bion – ha carattere performativo; è capace cioè di operare trasformazioni. L’analisi è un processo veritativo che aiuta il paziente a divenire se stesso. Perché tale trasformazione si realizzi positivamente la ricerca della verità deve essere temperata e guidata dall’empatia. Il concetto di empatia è stato originariamente impiegato nell’ambito della critica dell’arte per indicare un approccio caratterizzato dal “guardare e vedere con un moto di identificazione”. Il terapista partecipa al processo veritativo analitico con partecipazione personale e benevolenza.

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Felicità di pensare: ricordando Francesco Corrao

Psiche IV

AbstractVi è, sempre più, la necessità di pensiero. Soprattutto, vi è, la necessità di “felicità di pensare”.
Voglio dire di pensiero, quale esperienza conviviale di liberazione e trasformazione

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Il calore segreto degli oggetti a proposito di un saggio di Ernesto de Martino

Quaderni di Psicoterapia Infantile . 40 Borla

Abstract
Ernesto de Martino, in “Apocalissi culturali e apocalissi psicopatologiche”, stabilisce una correlazione tra condizioni culturali e sociali di una comunità e comparsa di sintomatologia psichiatrica in individui che ne fanno parte.
Il suo discorso va al di là dello specifico tema delle apocalissi culturali e della sindrome psicopatologica di “fine del mondo”, per cogliere una più generale articolazione tra benessere o patologia psichica, comunità ed individuo.
Le sue osservazioni possono risultare utili per comprendere la sofferenza, legata all’emigrazione ed allo sradicamento

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Introduzione a F. Corrao, “Orme” II

F. Corrao, Orme II, Cortina, Milano, 1998

Abstract
Si mettono in rilievo alcune peculiarità del lavoro di F. Corrao, che considera il piccolo gruppo a finalità analitica come luogo elettivo in cui fare esperienza di emozioni, affetti e pensieri. Obiettivo di ogni seduta è il passaggio dal vivere confusamente sensazioni ed emozioni alla consapevolezza di ciò che viene sperimentato.
Viene presentata una sequenza clinica per illustrare come tale trasformazione possa attuarsi attraverso la narrazione mitica, o più precisamente l’individuazione di un mitologhema, cioè di un’unità minima significante di un mito. Il mitologhema, pur essendo simile all’archetipo junghiano, se ne differenzia perché non è un a priori, ma nasce e prende forma nel discorso de gruppo

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La lettera “O”

Metaxù, 16, 1993, pp.7-13

Abstract
Viene esaminato il concetto che Bion indica con la lettera «O» e che identifica l’ignoto, la verità, la «divinità che contiene in sé tutte le distinzioni non ancora sviluppate». La nozione di «O» viene assimilata alla «cosa-in-sé» di Kant, che rappresenta l’inconoscibile

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Trasformazioni psicodrammatiche

Areanalisi, N. 4 – Aprile 1989

Abstract
Questo contributo contiene la relazione di una delle tre tavole rotonde in cui si articolava il VI Congresso internazionale della S.I.Ps.A. su “Narrazione e rappresentazione in psicoanalisi e psicodramma analitico (Roma, 1988).
Nella prima parte (più teorica) è tratteggiata l’idea che nella seduta di psicodramma sia operante un «apparato trasformativo» che implica l’intervento di diversi momenti, linguaggi, modalità espressive, agenti.
Nella seconda parte (più legata all’occasione del congresso) sono singolarmente presi in considerazione gli interventi della tavola rotonda e vengono proposti alcuni rilievi critici e metodologici

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