2015

  • Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe

    Neri, C. (2015), Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe, Revue de psychothérapie psychanalytique de groupe, 65 (2), 7-26. doi:10.3917/rppg.065.0007. Résumé  Le travail analytique de groupe est caractérisé par la centralité du passage de fantasmes, de pensées et de problèmes de la sphère individuelle au champ du groupe. L’importance de ce […]

  • Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo ad orientamento analitico. Variazioni sul tema

    Neri, C. Marinelli, S., Corbella, S. (2015), Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo a orientamento psicoanalitico: Variazioni sul tema, Gruppo: omogeneità e differenze, 1, 14-36.  

    Sommario
    Si propone, dopo un breve esame della letteratura, che il dispositivo di gruppo sia adatto in particolare ai pazienti portatori di disturbi legati alla scarsa individuazione di sé e alla mancanza di identificazione con se stessi. Sono illustrate a questo scopo alcune funzioni del dispositivo e del processo di gruppo; alcune proprietà del campo omogeneo di gruppo; alcune qualità psichiche specifiche dei pazienti psicosomatici, visti come particolarmente adatti a fruire e a contribuire al funzionamento multiplo dell’apparato gruppale. Un esempio clinico chiarisce questa affermazione. Viene fatta una distinzione fra gruppi nelle istituzioni pubbliche e gruppi nel privato.
    Si discute poi dell’importanza dei primi colloqui per indirizzare o meno un paziente alla terapia di gruppo e in quale tipo di gruppo.

  • La tenerezza e la capacità di relazione

    Neri, C. (2015), La tenerezza e la capacità di relazione, in Granieri, A., (a cura di), Il fattore T in psicoanalisi: La tenerezza nel lavoro di Eugenio Gaburri, Edizioni Borla, Roma.

    Sommario 

    L’articolo è presentato in occasione della Giornata in memoria di Eugenio Gaburri, presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Torino, il 15 febbraio 2014.
    L’autore approfondisce l’impiego che Eugenio Gaburri fa della parola tenerezza. La letteratura psicoanalitica mette in relazione la tenerezza coi processi di sublimazione della sessualità, Gaburri ne arricchisce il significato definendola come il risultato della possibilità di vedere l’altro, non come oggetto ma come altro di per sé. Inoltre, viene declinata in tre aspetti: la tenerezza è un sentimento in grado di mitigare la separazione da una persona cara o da aspetti di noi stessi in quanto diviene contenitore di contenuti violenti rispetto alla separazione e li trasforma in qualcosa di diverso (corrisponde alla percezione del limite);  tenerezza è una forma di legame – asimmetrico, ma reciproco – che si stabilisce tra una persona – l’analista, ad esempio – disposta a cogliere un particolare aspetto dell’altro investendolo di affetto e un aspetto dell’altro che esiste e corrisponde a tale affetto; infine, tenerezza è la funzione – assimilabile alla Réverie materna – che consente l’elaborazione del perturbante presente nell’incontro con l’altro. Nei paragrafi finali l’autore propone esemplificazioni cliniche in cui la tenerezza può presentarsi e che riguardano l’entrata in analisi di un aspetto di Sé del paziente che sino ad allora era dissociato rispetto al Sé dominante. L’ingresso di tali aspetti è legato alla capacità relazionale dell’analista declinata in intrapsichica – mantenere viva e ritrovare sempre una sorgente interna di interesse e calore per il rapporto –  e interpersonale.