Capitoli in libri

  • The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields

    Neri, C. (2017), The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields, in Kats, S.M., Cassorla, R., Civitarese, G. (eds.), Advances in Contemporary Psychoanalytic Field Theory: Concept and Future Development, Routledge, Taylor and Francis Group, London and New York. Abstract In this paper the author explores the idea that the […]

  • Go-between_ita

    Neri, C., (2015), A go-between, in Williams, M.H. (ed), Teaching Bion: Model and Approaches, Karnac Books, London, 17-20.

    Sommario 

    L’autore racconta il proprio modo di “insegnare Bion” agli studenti, anche se egli stesso preferisce definirsi un “tramite” tra il suo pensiero e gli studenti stessi. La scelta di avvicinare Bion agli studenti è dettata in primis dall’affinità che il suo pensiero ha con le inclinazioni dei giovani: la capacità di essere proiettato al futuro, di essere iper-moderno, serio e al contempo ironico, ma anche di porsi come sostegno per i giovani nell’intraprendere percorsi psichici nuovi e diversi. L’autore si avvale di quattro strumenti per svolgere tale funzione. Il primo implica leggere Bion alla lettera, non modificandolo, né rendendo più semplici le sue idee, anzi scegliendo sempre l’idea più difficile e meno intuitiva. Con il secondo strumento l’autore favorisce le libere associazioni degli studenti, a partire dalle proprie idee, fantasie e associazioni evocate dal testo bioniano, tenendo, però, bene a mente la linea di separazione tra le idee di Bion e le associazioni su di esse. Il terzo riguarda la capacità di ogni studente, futuro analista, di non rifugiarsi nelle teorie di Bion o di un altro psicoanalista, ma di sperimentare la solitudine necessaria all’assunzione di responsabilità nel lavoro clinico, aspetto sollecitato da Bion stesso. Infine, l’ultimo strumento serve per mettere in guardia gli studenti dal rischio dell’arroganza durante il “processo veritativo” – il processo di diventare una persona più autentica, cercando la verità –  conseguenza del contatto con il pensiero bioniano; in tal caso essere un esempio di fuga dall’arroganza può essere molto più utile di divieti e ammonizioni.

  • Field Theory and Trans-generational Phantasies

    Neri, C. (2016), Field Theory and Trans-generational Phantasies, in Borgogno, F., Luchetti, A., Marino Coe, L. (eds), Reading Italian Psychoanalysis, Routledge, London.

    Abstract: There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations

  • La tenerezza e la capacità di relazione

    Neri, C. (2015), La tenerezza e la capacità di relazione, in Granieri, A., (a cura di), Il fattore T in psicoanalisi: La tenerezza nel lavoro di Eugenio Gaburri, Edizioni Borla, Roma.

    Sommario 

    L’articolo è presentato in occasione della Giornata in memoria di Eugenio Gaburri, presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Torino, il 15 febbraio 2014.
    L’autore approfondisce l’impiego che Eugenio Gaburri fa della parola tenerezza. La letteratura psicoanalitica mette in relazione la tenerezza coi processi di sublimazione della sessualità, Gaburri ne arricchisce il significato definendola come il risultato della possibilità di vedere l’altro, non come oggetto ma come altro di per sé. Inoltre, viene declinata in tre aspetti: la tenerezza è un sentimento in grado di mitigare la separazione da una persona cara o da aspetti di noi stessi in quanto diviene contenitore di contenuti violenti rispetto alla separazione e li trasforma in qualcosa di diverso (corrisponde alla percezione del limite);  tenerezza è una forma di legame – asimmetrico, ma reciproco – che si stabilisce tra una persona – l’analista, ad esempio – disposta a cogliere un particolare aspetto dell’altro investendolo di affetto e un aspetto dell’altro che esiste e corrisponde a tale affetto; infine, tenerezza è la funzione – assimilabile alla Réverie materna – che consente l’elaborazione del perturbante presente nell’incontro con l’altro. Nei paragrafi finali l’autore propone esemplificazioni cliniche in cui la tenerezza può presentarsi e che riguardano l’entrata in analisi di un aspetto di Sé del paziente che sino ad allora era dissociato rispetto al Sé dominante. L’ingresso di tali aspetti è legato alla capacità relazionale dell’analista declinata in intrapsichica – mantenere viva e ritrovare sempre una sorgente interna di interesse e calore per il rapporto –  e interpersonale.

     

  • Introduzione a “Navigare l’inconscio” di Eugenio Gaburri

    Neri, C. (2014), Tenerezza e Rêverie: introduzione, in Chiari, P., Sarno, M. (a cura di), Eugenio Gaburri: Navigando l’inconscio. Scritti scelti, Udine Mimesis, Milano.

    Sommario 

    Introduzione di Claudio Neri al testo di Eugenio Gaburri: “Navigando l’inconscio”, edito da Mimesis nel 2014. L’autore opera un parallelismo tra la nozione di tenerezza e quella di reverie riportando le teorie dei principali autori che negli anni si sono occupati dei suddetti temi.

  • Discussione di “La rimozione innanzitutto” di Giuseppe Squitieri

    Neri, C. (2012), “La rimozione innanzitutto” di Giuseppe Squintieri. Discussione di Claudio Neri, in Centro di Psicoanalisi Romano (a cura di), Dissociazione, Scissione, Rimozione, Franco Angeli, Milano, 63-67. Sommario:  Il testo di Giuseppe Squitieri, “La rimozione innanzitutto”, ci invita a riflettere sul concetto di rimozione e a domandarci se questo costrutto possa ancora avere “una […]