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Introduzione: Il gruppo degli dei tra psicoterapia di gruppo e antropologia

Lombardozzi, A., Neri, C., Lavina, E.S. (2005), Introduzione: il gruppo degli dei tra psicoterapia di gruppo e antropologia, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 15,
disponibile da http://www.funzionegamma.it/colloquio-con-balbino/

Sommario

A partire dal racconto di Enzo Scotto Lavina della sua conoscenza personale con Pierre Fatumbi Verger, etnologo e fotografo francese, in Africa negli anni 60’, questo numero della rivista offre una riflessione sul confronto tra le teorie antropologiche e la psicoanalisi di gruppo.

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Psicoanalisi e antropologia

Neri, C. (2006), Psicoanalisi e Antropologia, in A. Lombardozzi, Figure del dialogo tra antropologia e psicoanalisi, Borla, Roma, 165-191.

Abstract
Il libro di Lombardozzi è una ricerca teorica sull’area di intersezione tra Psicoanalisi e Antropologia. Vengono affrontati i temi dell’identità, del mascheramento del sé, dell’identificazione, del conflitto tra istanze psichiche, citando i contributi di Freud, Kohut, Winnicott, Klein e di antrologi come Frazer, Tylor e Morgan: è in questo momento che il concetto di Identità si connette a quello di Cultura.

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Caratteristiche della comunicazione e dell’uso del linguaggio nel gruppo a finalità analitica

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2, 1978, numerazione della prima serie, pp. 76-97

Abstract
Nella prima parte si esaminano vari tipi di nessi associativi tra diversi interventi dei membri del gruppo e si discute il problema dei nessi mancanti. I riferimenti utilizzati sono Whorf e Havelock (per le connessioni tra antropologia e linguaggio), Lorenzer (linguaggio e psicoanalisi). Si parla anche dei condizionamenti imposti dal setting di gruppo: ad es. sul filo (diacronico) del discorso che passa dall’uno all’altro si debbono inscrivere (sincronicamente) molteplici attivazioni fantasmatiche e di pensiero, sollecitate nei presenti.
Nella seconda parte è presa in considerazione 1’importanza delle immagini nella comunicazione di gruppo.
Nell’ultima parte infine viene discussa l’ipotesi che il piccolo gruppo a finalità analitica utilizzi alcuni “supporti” costanti per la propria comunicazione. Tali “supporti” sarebbero collegati ad alcune specifiche fantasie (vedi anche riassunto 28).

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