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Il supervisore ed il maestro dei Sushi

Neri, C. (2017), Il supervisore ed il maestro dei Sushi. Introduzione a R. Romano Toscani, Conversazione a due voci: Note sulla supervisione, Franco Angeli, Roma.

Abstract

Nell’introdurre i lettori al testo di Rosa Romano Toscani, “Conversazione a due voci: Note sulla supervisione”, vengono illustrati alcuni aspetti del rapporto tra allievo e supervisore.
Ci si sofferma in particolare sui processi di identificazione che si mettono in moto in questo tipo di relazione, definendone l’asimmetria – nel rispetto delle differenti posizioni –  e la duplicità. Se è vero, infatti, che l’allievo si identifica con il suo maestro in un processo di apprendimento, anche il supervisore si identifica nel giovane allievo.
In un buon processo, possiamo auspicarci che nel tempo questa relazione possa caratterizzarsi di reciprocità, ossia configurarsi come “una relazione in cui ciascuno, per l’altro, è se stesso”. Sarà possibile allora allargare le maglie di quel processo identificativo, lasciando spazio alle peculiarità di ciascuno, nonché al rispetto e alla valorizzazione delle differenze tra due pari. Il lavoro di supervisione potrà configurarsi quindi come occasione per pensare insieme. L’allievo potrà trovare il suo personale modo di essere analista, e il supervisore potrà tornare allievo, rigenerandosi.
La supervisione psicoanalitica viene associata al processo di apprendimento/insegnamento dell’arte del Sushi, cogliendo divergenze e analogie tra queste due esperienze di training e trattando, con poetica delicatezza, il tema dell’ambivalenza che è insito in simili rapporti.

Protetto: Il supervisore ed il maestro dei Sushi

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La formazione degli studenti nel nuovo ordinamento del corso di laurea in psicologia: risultati di un’indagine sulla partecipazione e la valutazione delle EPG

Rassegna di Psicologia, 3, 1993

Abstract
Vengono evidenziate le variabili soggettive e oggettive che influenzano la partecipazione degli studenti alle attività formative offerte nel corso di laurea in psicologia. La frequenza delle esperienze pratiche guidate (EPG) è stata valutata positivamente, sia sul piano didattico che personale e professionale; esse sembrano pertanto rispondere al bisogno di formazione, anche se emerge ma necessità di ovviare a carenze di tipo organizzativo

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la-formazione-degli-studenti-nel-nuovo-ordinamento-del-corso-di-laurea-in-psicologia-risultati-di-un-indagine-sulla-partecipazione-e-la-valutazione-delle-epg

Resoconto del convegno scientifico della S.P.I. sull’opera di W.R. Bion

Gruppo e Funzione Analitica, III, 1,1982, pp.129-32

Abstract
Questo contributo è dedicato ad un riesame dei diversi apporti emersi nel corso del dibattito conclusivo delle “giornate bioniane” della Società Psicoanalitica Italiana.
Nello specifico, vengono individuati i seguenti punti nodali:
– il funzionamento del pensiero individuale e di gruppo;
– la funzione alfa e gli elementi beta;
– il rapporto M.Klein-Bion;
– l’Edipo e le preconcezioni;
– il fatto scelto;
– “l’esprimersi” in Bion;
– il gruppo e la funzione simbolica

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resoconto-del-convegno-scientifico-della-spi-sull-opera-di-bion

 

Recensione di “L’oggetto psichiatrico nella relazione didattica” di A.D. Errico e M.V. Turra

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2-3, 1979, pp. 100-103

Abstract
Vengono presi in considerazione i tre parametri che gli Autori utilizzano per definire il campo utile per una recezione dell’“oggetto didattico”.
Tali parametri – corrispondenti ad altrettante caratteristiche della relazione tra insegnante ed allievo e del gruppo di formazione – sono: operatività, transitività, intermediarietà.
Viene data particolare attenzione alla intermediarietà attraverso il ricordo del racconto di L. Borges “La rosa di Paracelso”

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