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Commuting

Neri, C. (1993), Commuting, in R. Contardi, E. Gaburri, S. Vender (a cura di), Fattori terapeutici nei gruppi e nelle istituzioni. Quaderni di Koinos,1, Borla, Roma, 79-88.

Sommario 
La trattazione si articola su due concetti che illustrano la funzione terapeutica del pensiero di gruppo. Il primo è il concetto di «commuting», termine utilizzato per indicare le continue oscillazioni dalla dimensione individuale a quella gruppale, e viceversa.
Il secondo concetto, collegato al commuting, è la «narrazione efficace», una modalità di comunicare capace di dar entrare chi ascolta in rapporto con i pensieri, le fantasie e i sentimenti presenti nel campo del gruppo, stimolando associazioni che coinvolgono tutti i membri

Il “Gruppo esperienziale” nel corso di laurea in Psicologia: utilizzazione dei testi letterari

Funzione analitica e formazione alla psicoterapia di gruppo(a cura di E B.Croce), Borla, Roma, 1985, pp. 171-176 (in collaborazione con M. Longo e P. Cupelloni)

Abstract
Questo contributo – strutturato secondo i moduli dell’intervista – è dedicato ad un riesame delle ipotesi bioniane relative al piccolo gruppo a finalità analitica.

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Caratteristiche della comunicazione e dell’uso del linguaggio nel gruppo a finalità analitica

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2, 1978, numerazione della prima serie, pp. 76-97

Abstract
Nella prima parte si esaminano vari tipi di nessi associativi tra diversi interventi dei membri del gruppo e si discute il problema dei nessi mancanti. I riferimenti utilizzati sono Whorf e Havelock (per le connessioni tra antropologia e linguaggio), Lorenzer (linguaggio e psicoanalisi). Si parla anche dei condizionamenti imposti dal setting di gruppo: ad es. sul filo (diacronico) del discorso che passa dall’uno all’altro si debbono inscrivere (sincronicamente) molteplici attivazioni fantasmatiche e di pensiero, sollecitate nei presenti.
Nella seconda parte è presa in considerazione 1’importanza delle immagini nella comunicazione di gruppo.
Nell’ultima parte infine viene discussa l’ipotesi che il piccolo gruppo a finalità analitica utilizzi alcuni “supporti” costanti per la propria comunicazione. Tali “supporti” sarebbero collegati ad alcune specifiche fantasie (vedi anche riassunto 28).

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Comunicazione unidirenzionale e comunicazione circolare nel lavoro di formazione: primo corso sulle dinamiche di gruppo (1971-72)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 509-520 (in collaborazione con C. De Toffoli, B. Bonfiglio, A. Correale, C.A. Barnà, A. Seganti)

Abstract
Si descrivono modalità e processo di un corso sulle dinamiche di gruppo per studenti di medicina e filosofia, tenuto presso l’Istituto di psichiatria nel 1970-71, basato sulla tecnica dei T-group. Sono state adottate alcune regole di tale approccio, relative all’atteggiamento dello staff, alla durata predefinita dell’esperienza, all’assenza di finalità terapeutica; non è stata seguita invece la regola della residenzialità. La partecipazione degli studenti è volontaria

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