Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più della discussione del caso clinico nella supervisione di gruppo?

Neri, C. (2014), Servizi psichiatrici territoriali: qualcosa di più del caso clinico nella supervisione di gruppo?, in Neri, C., Patalano, R., Salemme, P. (a cura di), Fare gruppo nelle istituzioni, Franco Angeli, Roma, 61-71.

Sommario:

Ho svolto supervisioni nei Servizi di salute mentale utilizzando due diversi modelli di intervento: uno incentrato sul “caso clinico” e l’altro su un “testo mirato”.

Il primo approccio prevede che, all’inizio di ogni incontro, un operatore – o una mini-équipe di curanti – presenti un caso clinico. Ho avuto modo di verificare, però, che la sovraesposizione di chi espone il materiale spesso suscita rivalità e conflitti sotterranei. Inoltre, intervenendo direttamente sulla gestione del “caso”, il supervisore può fornire indicazioni che sono difficili da applicare o divergenti rispetto a quelle fornite dai responsabili (primario, colleghi, ecc.).

Il secondo approccio prevede, dopo un primo incontro in cui ascolto icolleghi e mi rendo conto della situazione, la preparazione di un “testo mirato” in cui presento alcune possibili soluzioni sui problemi che ho rilevato. In questo scritto includo sempre immagini e suggestioni sull’équipe, ma anche suggerimenti su possibili modalità di intervento clinico con i pazienti. Il testo dunque si pone come un “oggetto intermediario” su cui riflettere insieme. Questo facilita la comunicazione tra i partecipanti e contribuisce a co-costruire un’area condivisa.

Infatti, la supervisione nei Servizi di salute mentale – a mio avviso – ha due ordini di finalità: migliorare le competenze tecniche di intervento degli operatori e migliorare il funzionamento complessivo dell’équipe come gruppo di lavoro. In particolare, poiché in questi servizi la funzione curante non è attribuita ad un singolo bensì ad un’équipe, è molto importante una costante “manutenzione” del funzionamento del gruppo, anche nella sua dimensione affettiva ed emotiva. In questo senso, la supervisione sul “testo mirato”, risulta, a mio avviso, estremamente efficace.

Per illustrare il mio metodo di lavoro, riporterò il resoconto di un’esperienza di supervisione che ho svolto con un gruppo di operatori di un Servizio di salute mentale di Roma.

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About the Author

Claudio Neri

È membro ordinario con funzioni didattiche della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e della International Psychoanalytic Association (IPA). È membro di The International Association of Group Psychotherapy (IAGP), del London Institute of Group Analysis e del Group Analytic Society (GAS). È membro onorario della Confederazione delle Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi ( COIRAG) e della Associazione per la Ricerca sul Gruppo Omogeneo (ARGO). È membro del comitato scientifico del “Clínica y Análisis Grupal”. È membro del comitato di controllo del Master in “Psicoanalisi e Psicopatologia” dell'Università di Losanna. È direttore della collana Prospettive della ricerca psicoanalitica dell'editore Borla (Roma) e della rivista telematica Funzione Gamma dedicata alla psicoterapia di gruppo. É inoltre membro del comitato scientifico della Revue de Psychothérapie Psychanalytique de Groupe , del European Journal of Family and Couple Therapy , della Revista de Psicoànalisis de las Configuraciones Vinculares e di The European Journal of Psychotherapy and Counselling . È inoltre membro del comitato dei lettori della Rivista di Psicoanalisi. È membro del comitato dei lettori del “Segretariato europeo per le pubblicazioni scientifiche” (SEPS).