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Psicoanalisi e gruppo

In G. Berti Ceroni e A. Correale (a cura di), Psicoanalisi e psichiatria, Raffaello Cortina, Milano, 1999

Abstract
Nel testo sono descritte alcune delle caratteristiche che definiscono il setting di gruppo, in particolare:

  • il concetto di campo multipersonale, creato dagli individui che fanno parte del gruppo e da cui sono a loro volta influenzati e condizionati
  • gli stati mentali condivisi, derivanti da una momentanea e lieve depersonalizzazione (fantasia di essere tutt’uno) che rende possibile una prima compartecipazione emotiva
  • la funzione di oggetto-Sé del gruppo

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Introduzione a “Le teorie psicoanalitiche del gruppo” di René Kaës

Borla, Roma, 1999, pp. 7-15

Abstract
Il testo rileva l’importanza attribuita da Kaes al rapporto tra individui e gruppo, e in particolare i concetti di:

  • intersoggettività, come modalità di interazione tra i membri del gruppo che consente a ciascuno di fare esperienza di se stesso nel contesto della relazione
  • interdiscorsività, cioè riconoscere il contributo che ciascun partecipante può dare al discorso di gruppo
  • apparato psichico gruppale come condizione mentale condivisa dai membri del gruppo

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Pensiero di gruppo

Koinos Quaderni, 2, 1995, pp.73-85

Abstract
Nella prima parte del testo si definisce il concetto di «mente di gruppo», distinguendo il funzionamento a livello basico (i membri del gruppo rispondono a stimoli collettivi attivando risposte automatiche) e a livello evoluto (i membri, pur essendo parte del gruppo, mantengono la propria individualità).
La seconda parte mette in evidenza il rapporto di complementarietà tra pensiero di gruppo e pensiero dell’individuo a livello evoluto.
Nella terza parte, infine, viene descritta la funzione terapeutica del pensiero di gruppo, in particolare la capacità di metabolizzare tensioni, emozioni e angosce

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Commuting

Neri, C. (1993), Commuting, in R. Contardi, E. Gaburri, S. Vender (a cura di), Fattori terapeutici nei gruppi e nelle istituzioni. Quaderni di Koinos,1, Borla, Roma, 79-88.

Sommario 
La trattazione si articola su due concetti che illustrano la funzione terapeutica del pensiero di gruppo. Il primo è il concetto di «commuting», termine utilizzato per indicare le continue oscillazioni dalla dimensione individuale a quella gruppale, e viceversa.
Il secondo concetto, collegato al commuting, è la «narrazione efficace», una modalità di comunicare capace di dar entrare chi ascolta in rapporto con i pensieri, le fantasie e i sentimenti presenti nel campo del gruppo, stimolando associazioni che coinvolgono tutti i membri

The group’s emotional pool

British Journal of Psychotherapy, 1993

Abstract
Il lavoro pone l’accento sull’investimento affettivo che i membri del gruppo operano su un insieme di elementi condivisi (patrimonio affettivo). Nella seconda parte dello scritto si sottolinea come l’integrità di tale patrimonio sia essenziale per il buon funzionamento del gruppo in quanto «gruppo di lavoro» e per il benessere dei singoli partecipanti

Introduzione a G. Bleandonu “Wilfred R. Bion : la vita e l’opera (1897-1979)”

Borla, Roma, 1993, pp. 10-13 (in collaborazione con F. Ortu)

Abstract
Si mettono in evidenza alcuni elementi positivi del testo di Bleandonu, che permette di cogliere sia la sostanziale novità della teoria di Bion sul rapporto tra individuo e gruppo, in termini concettualizzazioni della mente, sia la continuità con il pensiero freudiano e kleiniano.  Viene descritto il percorso teorico e clinico che, partendo dall’interesse per il gruppo, porta Bion a mettere in evidenza i meccanismi primitivi del pensiero e le condizioni fondamentali per la costruzione di una conoscenza scientifica

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L’identità gruppale

Koinos – Gruppo e Funzione Analitica, XIII, 2, 1992 (Intervista a cura di S. Marinelli)

Abstract
L’intervista apre il numero monotematico della rivista Koinos – Gruppo e Funzione Analitica dedicato al tema dell’identità. In particolare, vengono esaminati i criteri che differenziano la trasformazione dell’identità nel corso di un’analisi di gruppo e di un’analisi nel setting tradizionale (duale)

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Introduzione a D. Anzieu – J.Y. Martin, Dinamica dei piccoli gruppi

Ed. Borla, Roma, 1990 , pagg. III° VIII° (in collaborazione con N. Dazzi)

Abstract
Il testo mette in evidenza le caratteristiche della scuola francese che si è interessata ai gruppi e tratteggia uno schizzo della figura di Anzieu. Sono sintetizzati i principali temi trattati: nella prima parte, dopo un’attenta analisi del termine «gruppo», si delinea la nascita e lo sviluppo delle concettualizzazioni sui gruppi, per passare poi a descrivere teorie e metodi di indagine sui fenomeni di gruppo; la seconda parte si incentra sui temi fondamentali della dinamica di gruppo (comunicazione, potere, ruoli, resistenze, ecc.); la terza parte è dedicata alla psicoterapia di gruppo

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L’impatto del pensiero sull’individuo e sul gruppo

In Letture bioniane (a cura di) C.Neri, e all., Borla, Roma, 1987, pp. 339-348

Abstract
Nella seconda parte del contributo vengono affrontate le seguenti aree di indagine: il gruppo come «stato mentale»; l’attività intellettuale di grado elevato e di una vita emotiva primitiva nello «stato mentale» di gruppo

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Operazioni Gruppo↔Individuo

Quaderni di psicoterapia di gruppo, 4, 1986, pp. 39-48

Abstract
La polarizzazione (G↔I o I↔G) è caratterizzata da una profonda scissione tra gli aspetti «individuo» e gli aspetti «membro» della personalità; al contrario, le Operazioni G↔I, corrispondono alla capacità di mantenere distinzione e relazione tra questi due aspetti della personalità; le Oscillazioni G↔I, si pongono in una posizione intermedia tra Polarizzazioni e Oscillazioni

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L’approccio bioniano al piccolo gruppo ad orientamento psicoanalitico

Psicobiettivo, 5, 1986, pp. 11-18 (in collaborazione con A.Correale)

Abstract
In particolare, vengono individuati due meccanismi (Oscillazioni G↔I, Polarizzazioni G↔I e I↔G) e un’operatore dinamico (Operazioni G↔I). Ogni meccanismo corrisponde – oltre che ad una certa disposizione del campo gruppale – anche ad una specifica forma di relazione intrapsichica

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Ora locale: aspetti dell’esperienza del tempo nel gruppo, nel sottogruppo, nell’individuo

Quaderni di Psicoterapia infantile, 10, 1983, pp. 135-139

Abstract
Questo articolo, a carattere prevalentemente didattico, affronta il tema dell’esperienza del tempo da parte dell’individuo che si trova all’interno di un gruppo (v. riassunto 33). Seguendo una indicazione di Turquet, un punto di particolare riflessione è dedicato ad esaminare la differenza della esperienza “temporale” per l’individuo in quanto “membro” ed in quanto “persona”. Una illustrazione delle argomentazioni è offerta dalla citazione di Passaggio in India di E.H.Foster

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Gruppo e Individuo

Gruppo e Funzione Analitica, III ,2, 1982, pp. 21-28

Abstract
L’ipotesi teorica di questo lavoro inizia dall’osservazione di alcuni fenomeni caratteristici del gruppo a finalità analitica.
Una prima osservazione è relativa al fatto che i membri del gruppo mantengono la memoria di alcuni ricordi-eventi che non hanno mai avuto luogo o a cui attribuiscono un valore sproporzionato. Tali ricordi-eventi possono essere messi in relazione a microallucinazioni non percepite dai membri.
Questa ipotesi acquista un maggior significato accostandola ad una seconda osservazione clinica: dopo una fase di dispersione paralizzante di parole e di pensiero, nel gruppo può verificarsi una concentrazione dell’attenzione dei membri: come se tutti potessero fare riferimento ad un certo addensato di emozioni e fantasie. Si ipotizza che l’attività microallucinatoria presieda anche alla formazione di tale addensamento emotivo-fantasmatico, che verrebbe successivamente utilizzato dai membri del gruppo a finalità analitica per esercitare una attività conoscitiva.
Nella seconda parte del contributo si suggerisce che le microallucinazioni siano in correlazione ad evacuazioni di tensioni e frammenti di fantasie non tollerabili e che successivamente i materiali evacuati si condensino nella microallucinazione o visione-scarica.
Vengono infine descritti i concetti di “somiglianza immateriale” e di “produzione e recezione analogica” che rappresentano i processi principali che consentono nel gruppo 1’utilizzazione in senso simbolico delle microallucinazioni

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Gruppo ↔ Individuo

Gruppo e Funzione Analitica, III, 1, 1982, pp. 41-49

Abstract
Questo contributo si basa sul concetto di “area di appartenenza” (riassunto 33).
Dal materiale clinico riportato si evidenzia come1’entrata di nuovi membri nel gruppo determini una situazione di crisi caotica. La ristrutturazione dell’area di appartenenza viene considerata in rapporto al definirsi, secondo nuove modalità, delle funzioni “individuali” e “gruppali” della personalità dei membri

 

Note sul processo conoscitivo considerato dell’interno del gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, lI, 1, 1981, pp. 41-51

Abstract
Questo contributo è incentrato sulle possibilità conoscitive di un gruppo nei diversi momenti della sua evoluzione.
Un elemento nodale, che caratterizza il passaggio da una fase di frammentazione e confusione ad una iniziale fase di differenziazione, è l’emergere di “rappresentazioni adeguate”. Tali rappresentazioni infatti comportano una modificazione non solo del materiale, ma anche dell’assetto del gruppo, e più precisamente un ristabilirsi di legami tra i membri.
Si sottolinea come le oscillazioni tra frammentazione e integrazione (ps↔d) rappresentino una pulsazione “fisiologica” del gruppo (riassunto 50).
Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come ogni sviluppo conoscitivo del gruppo sia accompagnato da intense perturbazioni: in particolare, se il gruppo persegue un avanzamento nelle sue modalità di concettualizzare se stesso, questo non può rimanere senza effetto per l’equilibrio dei rapporti tra i membri: ognuno dei partecipanti all’area di appartenenza di quel gruppo deve ricercare un nuovo assetto emotivo (riassunto 33)

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Il simbolo tra gruppo e individuo: riflessioni su alcune formulazioni di W.R. Bion in “Attenzione e Interpretazione”

Quaderni di Psicoterapia Infantile, 5, 1981. pp. 31-41

Abstract
Si affronta il tema della formazione del simbolo, analizzando in particolare come funzioni individuali e “gruppali” si integrino nella funzione simbolica.
Nella parte normale (o nevrotica) della personalità viene privilegiata la relazione con un gruppo e con ciò che esso ha stabilito, mentre nella parte psicotica è privilegiata la relazione con un dio o un demone (v. anche riassunto 72). Questa scelta è essenziale per lo sviluppo (o meno) della funzione simbolica

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