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Tamagogi

Les Cahiers du Centre des Recherches en Psychopathologie et Psychologie Clinique, I (hors série), marzo 2000, pp. 54-63

Abstract
Viene presentata una sequenza clinica di un gruppo terapeutico giunto al terzo anno di lavoro analitico. La seduta si incentra su un avvenimento: una partecipante porta un oggetto virtuale, il Tamagogi, che nel corso della seduta si rivela un mezzo da lei utilizzato per esprimere una sua particolare situazione emotiva. L’introduzione dell’oggetto virtuale mette in moto attese e fantasie dei membri del gruppo, creando un clima di ascolto, partecipazione e interpretazione

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Nomos; Il diritto della comunità dei fratelli

In G. Di Chiara e C. Neri (a cura di), Psicoanalisi futura, Borla, Roma, 1993, pp. 215-231

Abstract
Per descrivere una particolare configurazione del setting di gruppo, la «Comunità dei Fratelli», si cita il famoso brano in cui Freud parla del passaggio da un’organizzazione basata sul potere assoluto del padre-padrone a una forma di socializzazione fondata sul nomos stabilito collettivamente.
Nel setting di gruppo la Comunità dei Fratelli è la fase in cui i membri si percepiscono non come singoli ma come componenti di un insieme di cui tutti fanno parte, che è dotato di specifici caratteri e diritti e con un comune patrimonio affettivo

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Introduzione a Psicoanalisi futura

Borla, Roma, 1993, pp. 11-22

Abstract
Nella prima parte del testo viene sottolineato il contributo scientifico che Francesco Corrao ha dato alla psicoanalisi, a livello teorico, metodologico e clinico, mettendo in evidenza il suo percorso attraverso la scuola psicoanalitica francese e successivamente quella inglese, in particolare Bion.
Nella seconda parte sono presentati sinteticamente i principali temi trattati nei contributi di diversi autori: metodologia, analisi di gruppo, interpretazione, narrazione, mitologia e psicoanalisi

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La torre di Babele: lingua, appartenenza, spazio-tempo nello stato gruppale nascente

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2-3, 1979, pp. 25-47

Abstract
Nell’ambito della ricerca volta a definire le caratteristiche del gruppo a finalità analitica (riassunti 29 e 30), vengono formulati per la prima volta i concetti di “area di appartenenza” e di “stato gruppale nascente”(v. riassunti 57 e 65).
Alla base della costituzione dell’“area di appartenenza” e della “lingua comune” – che ne è uno degli elementi – si individuano tre fattori: 1) la reazione ad una fantasia di catastrofe; 2) la spinta epistemofilica; 3) fantasie ed attese messianiche.
In accordo con Lotman e Uspenskij, lo strutturarsi dell’“area di appartenenza” viene descritto attraverso 1’opposizione tra strutturale ed extra-strutturale.
Sono poi esaminate le categorie di spazio, tempo (cronotopo) del gruppo a finalità analitica.
Il secondo nucleo tematico è costituito dalla definizione dello “stato gruppale nascente”, i cui. fenomeni comprendono, oltre che alterazioni delle categorie di spazio e tempo, già esaminate sotto il profilo della depersonalizzazione e della derealizzazione, anche il riproporsi delle spinte epistemofiliche e dei momenti catastrofale e messianico. È pertinente anche il richiamo allo «stadio primitivo» di W.R.Bion (vedi riassunto 77)

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