Archivi categoria: Presentazioni e Introduzioni

La Consultazione Partecipata

Neri, C. (2017), La consultazione partecipata, in F. Borgogno, G. Maggioni (a cura di), Una mente a più voci. Sulla vita e sull’opera di Dina Vallino, Mimesis Edizioni, Milano.

Abstract

Ricordando Dina Vallino, parlo della “Consultazione Partecipata”: un percorso di consultazione che include genitori e figli insieme. Questo particolare setting prevede che, nel corso della consultazione, vengano ripresentate  varie configurazioni madre-padre-bambino. Il terapeuta osserva e gioca insieme al bambino ed ai genitori, si lascia permeare dall’atmosfera emotiva della seduta, esercitando quanto possibile la sua “capacità negativa”. L’obiettivo è quello di far emergere ed iniziare a dipanare  l’intricata matassa formata dal sintomo del bambino, dal fraintendimento della comunicazione e dalla confusione tra disagio del bambino e disagio dei genitori.
La Consultazione Partecipata ha dato, a Dina Vallino, la possibilità di osservare quanto è precoce e intenso il dolore di un bambino che vede fraintesi i propri tentativi di comunicare ciò che sente. Egli reagisce inibendo la sua capacità di comunicare, si agita, piange. A loro volta i genitori si allarmano e non riescono più a confortarlo.
La tenacia con cui continuiamo a cercare un nuovo modo, chiaro ed accettabile, per esprimere ciò che proviamo, porta a confrontarsi con il bisogno di esprimere i propri sentimenti. Questo è tanto importante quanto quello di vedere compresi I nostri sentimenti e di attribuire loro un senso.
Estendendo il discorso, a fronte delle inevitabili e dolorose esperienze di mancata rispondenza, evoco quindi due scenari possibili: una disastrosa rinuncia all’esperienza di sentirsi compresi e amati; o un continuo sforzo di essere visti dall’altro per ciò che siamo, ossia di stabilire nella relazione una qualche forma di reciprocità. Questa è  effettivamente un’esigenza basica dell’essere umano.

Introduzione a “I sogni nella psicoterapia di gruppo”

Neri, C. (2005), Introduzione, in Neri, C., Pines, M., Friedman, R. (a cura di), I sogni nella psicoterapia di gruppo, Borla, Roma, 15-25.

Sommario 

Il  volume raccoglie articoli di vari autori (da Ferenczi a Friedman, da Kaës a Livingston, da Resnik a Marinelli a Pines) sulla tematica del sogno, ponte di collegamento tra la  psicoterapia di gruppo ed il modello psicoanalitico freudiano. 

Introduzione: Il gruppo degli dei tra psicoterapia di gruppo e antropologia

Lombardozzi, A., Neri, C., Lavina, E.S. (2005), Introduzione: il gruppo degli dei tra psicoterapia di gruppo e antropologia, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 15,
disponibile da http://www.funzionegamma.it/colloquio-con-balbino/

Sommario

A partire dal racconto di Enzo Scotto Lavina della sua conoscenza personale con Pierre Fatumbi Verger, etnologo e fotografo francese, in Africa negli anni 60’, questo numero della rivista offre una riflessione sul confronto tra le teorie antropologiche e la psicoanalisi di gruppo.

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What is the function of faith and trust in psychoanalysis?

Neri, C. (2005), What is the function of faith and trust in psychoanalysis?, The International Journal of Psychoanalysis, 86 (1), 79-97.

Abstract
Unlike other concepts such as illusion, capacity to tolerate frustration and libidinal investment, the concept of faith has not yet found a well defined position in psychoanalytic theory. Bion focused on faith and placed it in an unusual context: scientific work. Through the Act of Faith a researcher can give some consistency to certain ideas, hunches or intuitions that may appear during observation, though he cannot represent them by existing theory. Through the Act of Faith an analyst can ‘see’, ‘hear’, and ‘feel’ those mental phenomena the reality of which lives no practicing psychoanalyst in doubt, even if he cannot represent them by current formulations. The main purpose of this paper is to expand Bion’s proposals into the clinical and therapeutic fields. The first part will examine how faith and trust overlap and how they depart from each other. I give just an example: faith possesses an igniting and driving force which trust doesn’t have to the same extent. The second part looks at F as a psychic function of the analyst’s which aids him in supporting a depressed and hopeless patient while he is waiting for the return of the patient’s desire to live. The final part focuses on F from the patient’s point of view and studies the transformations of F that may occur during an analysis

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Introduzione al numero di Funzione Gamma dedicato allo Psicodramma analitico di gruppo

Neri, C. (2004), Introduzione al numero di Funzione Gamma dedicato allo Psicodramma analitico di gruppo, Funzione Gamma, Journal on line di Psicologia di Gruppo, 13.
Disponibile da  http://www.funzionegamma.it/presentazione-lo-psicodramma-psicoanalitico-di-gruppo/

Sommario
L’autore introduce il numero della rivista funzione Gamma proponendo una riflessione sul contributo dello Psicodramma alla Psicoterapia di gruppo e sul possibile rapporto tra le due pratiche.
Inoltre, indica tre possibili aree di intersezione che suggerisce proprio la lettura degli articoli presenti: azione/agito, rito/teatro, condivisione/rilascio del controllo.
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Ululare con i lupi: conformismo e rêverie

Neri C. (2003) Presentazione in Ululare coi Lupi, di E. Gaburri e L. Ambrosiano, Bollati Boringhieri, Torino

Abstract
“Ululare con i lupi: conformismo e rêverie” è un libro originale e coraggioso, che farà molto discutere. Il libro affronta numerosi temi di rilievo: il conflitto tra narcisismo e socialismo, il lutto come perdita del gruppo di appartenenza, l’esame della storia professionale dell’analista nell’elaborazione del controtransfert. Il tema centrale, però, è certamente il conformismo nel lavoro analitico. Scrive Dina Vallino Macciò, nella sua bella post-fazione al volume: «il conformismo è l’oggetto sotterraneo e pervasivo che  Ambrosiano e Gaburri  individuano come  il rischio più pericoloso della mentalità del nostro tempo [… e come] il più considerevole ostacolo ad una valida pratica della psicoanalisi»

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Introduction. Robi Friedman, Claudio Neri and Malcolm Pines

Neri C., Friedman R., Pines M., (2002). Introduction in Neri C., Friedman R., Pines M. (eds) Dreams in Group Psychotherapy Theory and Technique, Jessica Kingsley Publishers, London and Philadelphia.

Abstract
The idea for this book was born during a meeting on a Roman terrace one sunny afternoon after a congress about ‘Dreams and the Group’. The three future editors of this book – relaxing with drinks in hand, chatting about this, that and the recent scientific meetings – concluded that the congress had been very interesting. But their strongest impression was that they were starting rather than ending a journey of exploration.
It was clear to them that although the dream theme strongly links group psychotherapy to Freud’s psychoanalytical tradition, dealing with the dream in the group context goes far beyond psychoanalytical paradigms. The most ancient traditions had addressed dreams in order to decipher the future as representing a different level of ‘reality’, essential to living contemporary social life in a richer, more creative way

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Introduzione al numero mono-tematico della Rivista di Psicoanalisi dedicato a Le libere associazioni

Rivista di Psicoanalisi, XLVIII, 2, 2002, pp. 295-299

Abstract
Nel presentare il numero dedicato alle libere associazioni, si sottolinea l’importanza del fattore F di cui parla Bion, cioè la fede (fiducia) del paziente nel processo analitico e nell’analista, ma anche il diritto e la reale possibilità di essere se stesso e di partecipare pienamente al trattamento.
Il fattore F è cruciale anche nel determinare quando e in quali condizioni i pazienti utilizzano le libere associazioni nel corso delle sedute. Più che il contenuto delle libere associazioni i pazienti possono temere la loro qualità sovversiva, la loro imprevedibilità, la possibilità di «pensare in proprio»

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Introduzione alla edizione italiana. In Harwood, I. e Pines M.(a cura di), Esperienze del Sé nel gruppo(in collaborazione con R. Girelli)

Borla, Roma, 2000, pp. 5-11

Abstract
Nel testo si sottolinea come i contributi degli autori del libro forniscano una articolata prospettiva sugli sviluppi della psicoterapia di gruppo basata sugli approcci della psicologia del Sé.
Viene messa in rilievo l’utilità clinica di alcuni concetti della psicologia del Sé applicati al setting di gruppo; in particolare: il Sé di gruppo, la relazione di oggetto-Sé, i sistemi motivazionali

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Introduzione a “Le teorie psicoanalitiche del gruppo” di René Kaës

Borla, Roma, 1999, pp. 7-15

Abstract
Il testo rileva l’importanza attribuita da Kaes al rapporto tra individui e gruppo, e in particolare i concetti di:

  • intersoggettività, come modalità di interazione tra i membri del gruppo che consente a ciascuno di fare esperienza di se stesso nel contesto della relazione
  • interdiscorsività, cioè riconoscere il contributo che ciascun partecipante può dare al discorso di gruppo
  • apparato psichico gruppale come condizione mentale condivisa dai membri del gruppo

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Introduzione a F. Corrao, “Orme” II

F. Corrao, Orme II, Cortina, Milano, 1998

Abstract
Si mettono in rilievo alcune peculiarità del lavoro di F. Corrao, che considera il piccolo gruppo a finalità analitica come luogo elettivo in cui fare esperienza di emozioni, affetti e pensieri. Obiettivo di ogni seduta è il passaggio dal vivere confusamente sensazioni ed emozioni alla consapevolezza di ciò che viene sperimentato.
Viene presentata una sequenza clinica per illustrare come tale trasformazione possa attuarsi attraverso la narrazione mitica, o più precisamente l’individuazione di un mitologhema, cioè di un’unità minima significante di un mito. Il mitologhema, pur essendo simile all’archetipo junghiano, se ne differenzia perché non è un a priori, ma nasce e prende forma nel discorso de gruppo

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Presentazione del libro “Sentire” di Stefania Marinelli

Borla, Roma, 1996, pp. 5-7

Abstract
Nel lavoro analitico è possibile utilizzare più vertici dai quali condurre l’osservazione. S. Marinelli nel suo libro utilizza diversi punti di vista per osservare e descrivere quanto avviene durante la seduta analitica, e attribuisce particolare importanza al «sentire» come fonte di conoscenza. Questo è particolarmente vero nel caso di pazienti «gravi» che hanno difficoltà ad operare quelle trasformazioni che consentono il passaggio dal sentire all’immaginare e dal sentire al pensare

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Introduzione a Psicoanalisi futura

Borla, Roma, 1993, pp. 11-22

Abstract
Nella prima parte del testo viene sottolineato il contributo scientifico che Francesco Corrao ha dato alla psicoanalisi, a livello teorico, metodologico e clinico, mettendo in evidenza il suo percorso attraverso la scuola psicoanalitica francese e successivamente quella inglese, in particolare Bion.
Nella seconda parte sono presentati sinteticamente i principali temi trattati nei contributi di diversi autori: metodologia, analisi di gruppo, interpretazione, narrazione, mitologia e psicoanalisi

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Introduzione a G. Bleandonu “Wilfred R. Bion : la vita e l’opera (1897-1979)”

Borla, Roma, 1993, pp. 10-13 (in collaborazione con F. Ortu)

Abstract
Si mettono in evidenza alcuni elementi positivi del testo di Bleandonu, che permette di cogliere sia la sostanziale novità della teoria di Bion sul rapporto tra individuo e gruppo, in termini concettualizzazioni della mente, sia la continuità con il pensiero freudiano e kleiniano.  Viene descritto il percorso teorico e clinico che, partendo dall’interesse per il gruppo, porta Bion a mettere in evidenza i meccanismi primitivi del pensiero e le condizioni fondamentali per la costruzione di una conoscenza scientifica

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Introduzione a D. Anzieu – J.Y. Martin, Dinamica dei piccoli gruppi

Ed. Borla, Roma, 1990 , pagg. III° VIII° (in collaborazione con N. Dazzi)

Abstract
Il testo mette in evidenza le caratteristiche della scuola francese che si è interessata ai gruppi e tratteggia uno schizzo della figura di Anzieu. Sono sintetizzati i principali temi trattati: nella prima parte, dopo un’attenta analisi del termine «gruppo», si delinea la nascita e lo sviluppo delle concettualizzazioni sui gruppi, per passare poi a descrivere teorie e metodi di indagine sui fenomeni di gruppo; la seconda parte si incentra sui temi fondamentali della dinamica di gruppo (comunicazione, potere, ruoli, resistenze, ecc.); la terza parte è dedicata alla psicoterapia di gruppo

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Letture Bioniane

(a cura di) C.Neri, e all.; introduzione generale ed introduzioni alle varie sezioni e sottosezioni, Borla, Roma, 1987, pp.ll-14,17-25, 37-39, 85-86, 97-99,115-118,145-150,187-190, 229-231, 285-292, 329-333, 361-363 (in collaborazione con A.Correale e P.Fadda)

Abstract
L’introduzione generale fornisce un inquadramento dell’opera bioniana e prende in esame la letteratura internazionale dedicata a Bion. Le introduzioni alle sezioni e sottosezioni suggeriscono una o più linee di raccordo tra i lavori degli autori che hanno contribuito al libro

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Introduzione al panel; “Uno spazio diverso per il concetto di fusionalità”

Rivista di Psicoanalisi, XXXI, 3,1985, pp.287-289 (in collaborazione con L.Pallier, G.C.Soavi, R.Tagliacozzo)

Abstract
Questa novella, tratta dal Decameron, è già stata presa in esame in un precedente articolo (v. riassunto 23). L’impiego della novella è volto però ad illustrare una ipotesi teorica diversa rispetto al contributo precedente

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