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Nota preliminare sul gruppo esperienziale nel corso di laurea in psicologia

Atti del II Convegno della divisione clinica della S.LPs., Bulzoni – Roma, 1984, pp. 251-256 (in collaborazione con A.Gentili)

Abstract
Prendendo spunto da alcune note di P.Valery, vengono esaminate le complesse relazioni che si instaurano nell’ambito del capire e dell’immaginare. Si sottolinea come, nella situazione psicoanalitica, il «capire» sottenda: a) un rapporto tra l’analizzando e ciò che cerca di esprimere; b) un legame tra l’analista e l’analizzando; c) una terza relazione tra 1’analista e «quanto è all’origine» dei tentativi di espressione dell’analizzando

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Note sul processo conoscitivo considerato dell’interno del gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, lI, 1, 1981, pp. 41-51

Abstract
Questo contributo è incentrato sulle possibilità conoscitive di un gruppo nei diversi momenti della sua evoluzione.
Un elemento nodale, che caratterizza il passaggio da una fase di frammentazione e confusione ad una iniziale fase di differenziazione, è l’emergere di “rappresentazioni adeguate”. Tali rappresentazioni infatti comportano una modificazione non solo del materiale, ma anche dell’assetto del gruppo, e più precisamente un ristabilirsi di legami tra i membri.
Si sottolinea come le oscillazioni tra frammentazione e integrazione (ps↔d) rappresentino una pulsazione “fisiologica” del gruppo (riassunto 50).
Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come ogni sviluppo conoscitivo del gruppo sia accompagnato da intense perturbazioni: in particolare, se il gruppo persegue un avanzamento nelle sue modalità di concettualizzare se stesso, questo non può rimanere senza effetto per l’equilibrio dei rapporti tra i membri: ognuno dei partecipanti all’area di appartenenza di quel gruppo deve ricercare un nuovo assetto emotivo (riassunto 33)

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Una mappa dell’immaginario nei gruppi: delimitazioni perimetrali, linee generali, indicazione di alcune fasi essenziali

Gruppo e Funzione Analitica, I, 2, 1978, numerazione della prima serie, pp. 31-42

Abstract
Questo contributo presentato al XXX Convegno su «Gruppo e Funzione Analitica» (Pavia, 1977) compie uno sforzo descrittivo del funzionamento del piccolo gruppo a finalità analitica (v. anche riassunto 30).
Una particolare attenzione è dedicata ai fenomeni della prima parte della seduta che hanno come risultato il costituirsi di una separazione (o forse qualcosa di più complesso con valore di membrana) tra quanto accade durante la seduta e prima o dopo di essa

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Sette riunioni di gruppo di discussione nel reparto cura uomini

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 553-564

Abstract
Vengono descritte le prime sette sedute di un gruppo di discussione formato da ricoverati, medici, infermieri e studenti del reparto cura uomini dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Roma. L’esperienza si è protratta per un totale di 55 riunioni nel corso degli anni 1969-70.
In un precedente contributo (sintesi n. 8) erano state fornite indicazioni generali sulle principali fasi dell’esperienza; in questo contributo si mette in risalto l’importanza di affrontare momenti psicotici

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Esperienze di gruppi di discussione in reparti di degenti psichiatrici

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Viene descritta l’esperienza di un gruppo di discussione, costituito da studenti e ricoverati, che ha avuto luogo nel reparto uomini dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Roma. Il gruppo (formato da un minimo di 8-10 persone ad un massimo di 30-35) ha svolto la sua attività per otto mesi, con un totale di 55 riunioni.
Si rileva una linea di sviluppo articolata in cinque fasi: 1) smarrimento di fronte alla nuova situazione; 2) alcuni membri si esprimono con un linguaggio simbolico difficilmente comprensibile, che il conduttore traduce in un linguaggio accessibile a tutti; 3) con l’ingresso di alcuni infermieri, i cui interventi vengono vissuti come un attacco, il gruppo perde la sua unità; tensioni centrate sulla figura del conduttore, tentativo di acquisire autonomia da parte di alcuni membri; 5) presa di coscienza e rielaborazione emotiva di problemi inerenti la ricerca di una propria identità da parte degli studenti e dei ricoverati

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Utilizzazione del gruppo delle assemblee come mezzo di insegnamento in un corso sulle dinamiche di gruppo

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. Pilo Boyl, M.A. Palmieri, P. Nardone, A. Seganti, G. Nebbiosi, A. Noonan, C.A. Barnà, B. Woehler, F. Agosta, A. Correale, S. Casini).

Abstract
Oggetto di questo contributo, analogamente ad altri dello stesso periodo (sintesi n. 3, 18, 19), è l’utilizzazione dei gruppi nell’insegnamento di psichiatria. Viene commentato il secondo anno della ricerca, in cui si sono evidenziate le seguenti fasi: 1) disorientamento; 2) accettazione della nuova situazione; 3) speranze messianiche e timori persecutori; 4) desiderio di acquisire le capacità tecniche dell’équipe; 5) separazione, preoccupazione di “andare via integri”

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