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Comunicazione unidirenzionale e comunicazione circolare nel lavoro di formazione: primo corso sulle dinamiche di gruppo (1971-72)

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 509-520 (in collaborazione con C. De Toffoli, B. Bonfiglio, A. Correale, C.A. Barnà, A. Seganti)

Abstract
Si descrivono modalità e processo di un corso sulle dinamiche di gruppo per studenti di medicina e filosofia, tenuto presso l’Istituto di psichiatria nel 1970-71, basato sulla tecnica dei T-group. Sono state adottate alcune regole di tale approccio, relative all’atteggiamento dello staff, alla durata predefinita dell’esperienza, all’assenza di finalità terapeutica; non è stata seguita invece la regola della residenzialità. La partecipazione degli studenti è volontaria

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Presentazione a: AA. VV. – Il lavoro psicoanalitico nei gruppi

(in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Nella presentazione al testo di D. Anzieu e collaboratori si affronta il problema di elaborare un metodo generale di intervento psicoanalitico specifico nel piccolo gruppo, considerando le caratteristiche del T-group di derivazione lewiniana e le sue trasformazioni in senso freudiano e kleiniano.
Viene trattato in particolare l’aspetto relativo alla scelta del setting: alcuni elementi di esso – ad esempio la durata a termine prefissato, il concentrare le sedute in pochi giorni, la residenzialità e l’isolamento rispetto all’ambiente circostante – comportano l’introduzione nell’esperienza di specifici valori e ideologie

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Le regole del t-group

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 541-549 (in collaborazione con A. Seganti)

Abstract
Questo contributo esamina criticamente la definizione di T-group derivante dalle regole che riguardano: durata delle sedute; silenzio dello staff; isolamento tra staff e membri del gruppo; residenzialità; presenza di osservatori.
Vengono anche considerate alcune regole meno esteriori, relative all’atteggiamento dello staff (es. “tutti i discorsi sono ricondotti all’immediato della situazione del gruppo”), al ruolo degli osservatori e alla funzione svolta dalle esercitazioni

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Definizione dell’immagine del “Sé” nell’esperienza del t-group

Rivista di Psichiatria, X, 6, 1975, pp. 577-582

Abstract
Tema specifico di questo contributo, analogamente ad altri dello stesso periodo (sintesi n. 7, 13, 14, 15), è la stabilità dell’apprendimento nel T-group, in cui spesso i partecipanti sperimentano un forte impatto emotivo, ma in cui si rivelano anche attese e soluzioni magiche.
Nel T-group l’individuo è portato fuori dal suo ambiente, con conseguente perdita di sicurezza e in parte dell’immagine del proprio Sé. In queste condizioni è possibile riconoscere anche la motivazione della dipendenza-controdipendenza e le aspettative magiche nei confronti dello staff

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T-group su una intera istituzione: limiti di una situazione sperimentale

Il Lavoro Neuropsichiatrico, LII-LIII, 2, 1973 (in collaborazione con C. De Toffoli, C.A. Barnà, B. Bonfiglio, A. Noonan, A. Seganti)

Abstract
L’esperienza cui si fa riferimento è un corso seminariale di aggiornamento sulle dinamiche di gruppo per docenti di scuola primaria e secondaria, strutturato secondo la tecnica del T-group.
Rispetto al lavoro svolto si evidenziano due principali limiti metodologici: il primo riguarda la scelta tecnica del T-group, che mette in crisi schemi e modelli di riferimento; il secondo si riferisce alla conduzione da parte di professionisti esterni rispetto all’istituzione

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