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Modulo Alfa: Il Social Dreaming (seconda parte)

Una delle applicazioni che il SD può avere è nel campo della psicologia dell’emergenza. Può capitare che le vicende traumatiche vissute rimangano sullo sfondo della vita psichica e, in questi casi, è più facile che tornino come sogni che come racconti. Questo perché le vicende riportate attraverso i sogni hanno già subito una prima elaborazione, sono già state trasformate.
Racconterò un’esperienza di SD a me molto cara, fatta con i vigli del fuoco italiani, mettendo in luce le varie trasformazioni che si sono riscontrate nei contenuti onirici e nelle associazioni del gruppo. L’esperienza complessivamente è durata due anni. I partecipanti non facevano parte della stessa squadra ma erano tutti impiegati sul campo operativamente. È stato subito evidente che tutti avevano già subito esperienze ripetute e gravi di traumi, che ora emergevano nei sogni. Si percepiva un certo sollievo nel poterle raccontarle attraverso le immagini oniriche. Successivamente i sogni sono cambiati, hanno iniziato a centrarsi sull’identità dei vigili del fuoco, riguardavano le radici culturali, ideologiche e personali dell’essere pompiere. A mio avviso questa fase corrispondeva ad una riaffettivizzazione tra i singoli e il corpo dei vigili del fuoco, passaggio importante per l’elaborazione dei traumi, perché credo che solo quando c’è un vissuto di appartenenza vivo e vivace con il lavoro, con i colleghi e con il corpo dei vigili, allora si può sentire che affrontare questi traumi ha maggiore senso. Nell’ultima parte del percorso c’è stato nuovo viraggio: i sogni sembravano cercare un senso più generale, esplorare che senso potesse avere la vita, cosa significa la morte. Questi sogni ci hanno condotto ad argomenti che potevano sembrare metafisici ma avevano l’intento di ampliare l’esperienza e collocarla all’interno di un’ottica più generale della vita e della natura.
I vari passaggi riscontrati in questa esperienza illustrano bene quanto sia importante l’idea di processualità in un percorso di SD. Serve un tempo di sviluppo. È come se, con il procedere degli incontri, si creasse progressivamente una matrice che tende a modificare il “contenuto”, facendo emergere nuovi pensieri e nuovi sogni, trasformando i precedenti.

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