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Intervista al Prof. Claudio Neri

Nesci, D.A., Poliseno, T.A., (2009) (a cura di), Intervista al Prof. Claudio Neri: Maggio 2009, Doppio Sogno: Rivista internazionale di psicoterapia e istituzioni, 2009 (8), 1-11. ISSN: 1828 – 6038.

Sommario:

Nella prima parte introduco un legame tra il concetto di “Pensieri senza pensatore” e quello di “Campo”.
Nella seconda parte metto in relazione il concetto di “Pensieri senza pensatore” con quello di “Evoluzione in O”. Mettersi all’unisono con “O”, offre al terapista la possibilità di captare qualcosa, di entrare in contatto con dei nuclei in evoluzione.
Nella terza parte, infine, propongo una riflessione sul tema della responsabilità del pensiero. A mio avviso, è importante considerare l’effetto che il contatto con un certo pensiero può avere sulla persona alla quale ci rivolgiamo e preoccuparsi di ciò che questa può tollerare. In questo senso, ritengo che la responsabilità del pensiero dovrebbe essere alla base dell’operare psicoanalitico, in quanto tassello fondamentale del rispetto per l’altro che abbiamo difronte e con cui siamo in rapporto.

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Campo

Neri, C., Selvaggi, L. (2009), Campo, in F. Barale et al. (a cura di), Psiche. Dizionario storico di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, vol. I, Einaudi, Torino, 180-185.

Abstract
Questa voce di dizionario descrive il concetto di “campo” spaziando dalla Fisica alla Psicoanalisi: inteso come campo di forze e totalità dinamica, esso rappresenta un sistema solidale che sviluppa coesione e senso di appartenenza.

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La nozione allargata di campo in psicoanalisi

Neri, C. (2007), La nozione allargata di campo in psicoanalisi, Rivista di Psicoanalisi, I, Borla, Roma, 103-134. ISSN: 0035-6492

Sommario
Per la definizione della nozione psicoanalitica di campo sono essenziali le idee di “trasformazione” e di “evoluzione in O” introdotte da W. R. Bion. La nozione allargata di campo -proposta dall’autore- coniuga il concetto di campo con le idee di “funzione alfa” (capacità metabolica e di elaborazione) e di “funzione narrativa” (“sciogliere le emozioni in narrazioni”, emozioni ↔ narrazioni). Frammenti clinici di casi individuali e di gruppo forniscono un’immagine dell’operatività del concetto.

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Psicoanalisi e gruppo

In G. Berti Ceroni e A. Correale (a cura di), Psicoanalisi e psichiatria, Raffaello Cortina, Milano, 1999

Abstract
Nel testo sono descritte alcune delle caratteristiche che definiscono il setting di gruppo, in particolare:

  • il concetto di campo multipersonale, creato dagli individui che fanno parte del gruppo e da cui sono a loro volta influenzati e condizionati
  • gli stati mentali condivisi, derivanti da una momentanea e lieve depersonalizzazione (fantasia di essere tutt’uno) che rende possibile una prima compartecipazione emotiva
  • la funzione di oggetto-Sé del gruppo

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Il racconto di Jema el-Fna, illusione, intimità, franchezza e responsabilità nell’analisi di gruppo

In G. Coccoli e C. Marrone (a cura di), Simbolo metafora linguaggi, Gutemberg, Roma, 1999

Abstract
Il racconto che descrive i diversi momenti in cui si svolge la vita sociale nella piazza di Jema el-Fna è lo spunto per evocare alcune atmosfere e modalità di funzionamento del gruppo a finalità analitica che caratterizzano la fase iniziale del processo. I membri del gruppo, sotto l’urgenza di uscire dalla propria nicchia, raccontano episodi e sogni, esprimono fantasie ed emozioni, ma non sono ancora capaci di una reale condivisione: l’esistenza di un «campo» del gruppo è inizialmente una «illusione», che svolge una funzione positiva purché non si traduca in isolamento

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Eustokhìa e Sincronicità

In F. Corrao, Orme II, Cortina, Milano, 1998

Abstract
Il testo è incentrato sul rapporto tra assetto mentale dell’analista e creazione del campo analitico, di cui si sottolineano le differenze rispetto allo spazio analitico. Il «campo analitico», a differenza dello spazio, non è circoscritto e si diffonde al di là dei limiti spazio-temporali.
Il termine «eustokhia» è utilizzato per indicare quel particolare assetto mentale che permette all’analista di cogliere la coincidenza degli eventi, cioè di considerare ciò che accade in seduta in termini di sincronicità

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Commutare – Commuovere; transiti dal gruppo all’individuo e viceversa

In E. Gaburri (a cura di), Emozione e interpretazione. Psicoanalisi del campo emotivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, pp. 113-118

Sommario 
Si descrive un modello che spiega il processo attraverso cui avvengono gli scambi dal gruppo all’individuo e viceversa, attraverso il concetto di «commuting». Il modello si articola su tre elementi:

  • il concetto di «campo», uno spazio comune creato dai membri del gruppo e in cui essi sono immersi;
  • il gruppo come soggetto collettivo capace di pensiero;
  • la funzione del conduttore non solo come interprete ma anche come co-pensatore.

A conclusione, il resoconto di una seduta mostra come il commuting consenta di «collettivizzare» un momento di crisi dell’individuo

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Genius Loci; Una funzione del gruppo analoga a quella delle divinità tutelari di un luogo

Koinos. Gruppo e Funzione Analitica, anno XIV, n. 1-2

AbstractNella prima parte del testo si definiscono gli elementi che costituiscono il campo condiviso dai membri del gruppo, da cui dipende il senso di appartenenza e la delimitazione dei confini. Viene poi analizzata la figura del Genius loci, la persona che svolge funzioni fondamentali per la vita affettiva e di pensiero del gruppo, in particolare: preservare l’identità e l’armonia del gruppo, orientarne lo sviluppo e assicurarne la continuità affettiva nei momenti di cambiamento e trasformazione

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The group’s emotional pool

British Journal of Psychotherapy, 1993

Abstract
Il lavoro pone l’accento sull’investimento affettivo che i membri del gruppo operano su un insieme di elementi condivisi (patrimonio affettivo). Nella seconda parte dello scritto si sottolinea come l’integrità di tale patrimonio sia essenziale per il buon funzionamento del gruppo in quanto «gruppo di lavoro» e per il benessere dei singoli partecipanti

Campo e fantasie trans-generazionali

Rivista di Psicoanalisi XXXIX, 1, 1993, pp. 43-62

Abstract
Il lavoro mette in rapporto la nozione di fusionalità e quella di campo, ipotizzando che campi mentali possano propagarsi attraverso più persone e più generazioni. La seconda ipotesi è che questa propagazione possa essere favorita da una carente individuazione delle persone coinvolte.
Il contributo è stato presentato al panel «Sviluppi della ricerca sulla fusionalità» (Centro di Psicoanalisi Romano, 11 aprile 1992)

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Supervisione nei servizi di salute mentale e patrimonio affettivo del gruppo

in “Il campo terapeutico nei servizi di salute mentale“, Borla, Roma

Abstract
La situazione di supervisione nell’ambito di un’istituzione è considerevolmente diversa da quella che si realizza in un rapporto privato tra supervisore e psicoterapeuta che presenta il materiale clinico. Le persone che fanno parte di un gruppo o di un’istituzione condividono valori, abitudini, affetti; il supervisore deve tenerne conto e adottare la tecnica opportuna.
Lo scritto è stato presentato alla tavola rotonda conclusiva del Corso triennale di aggiornamento per operatori dei Servizi dipartimentali di salute mentale della Regione Lazio (Roma, 1991) e successivamente in una versione modificata al panel «La funzione dell’analista come attivatore del campo istituzionale» (Centro Romano di Psicoanalisi, febbraio 1992)

 

Genius Loci. Structures psychiatriques intermédiaires et fonctions du groupe

Revue de psychotérapie psychanalytique de groupe, 19, 1992

Abstract
Viene descritta una funzione del gruppo (genius loci) di grande importanza per il senso di identità delle persone che ne fanno parte, differenziandola da quella del leader. Nell’ultima parte del lavoro sono tratteggiate alcune situazioni cliniche nelle quali la nozione di genius loci risulta utile.
Il lavoro è stato presentato a «5èmes Journées d’études francophones» (Lione, 3-4 aprile 1992); precedenti stesure sono state presentate al convegno «Anonimato e responsabilità» (Roma, 7 giugno 1991), organizzato da CESPR, SIPG e Lo Spazio Analitico di Roma, e in una versione ampliata al convegno «Abitare la follia» (Firenze, 27 marzo 1992)

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La relazione analitica di gruppo: illusione, intimità e franchezza

Gruppo e Funzione Analitica, XI, 1, 1990

Abstract
Partendo dal concetto di campo del gruppo a finalità analitica, si esamina la particolare dimensione della illusione e le sue possibili evoluzioni. L’illusione presente nel campo può avere sia aspetti positivi (condivisione di un sogno, di una illusione) che consentono ai membri del gruppo di sentire di essere insieme, sia aspetti negativi legati all’isolamento, al narcisismo distruttivo

 

Operazioni Gruppo↔Individuo

Quaderni di psicoterapia di gruppo, 4, 1986, pp. 39-48

Abstract
La polarizzazione (G↔I o I↔G) è caratterizzata da una profonda scissione tra gli aspetti «individuo» e gli aspetti «membro» della personalità; al contrario, le Operazioni G↔I, corrispondono alla capacità di mantenere distinzione e relazione tra questi due aspetti della personalità; le Oscillazioni G↔I, si pongono in una posizione intermedia tra Polarizzazioni e Oscillazioni

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Il campo dell’esperienza di gruppo

Gruppo e Funzione Analitica, VI, 71, 1985, pp. 17-22

Abstract
Attraverso la presentazione di alcune note cliniche, questo contributo consente di esaminare in dettaglio gli elementi costitutivi delle due relazioni e proporre alcune messe a punto del discorso. (Sullo stesso argomento vedi anche i riassunti n. 42, 44,50,57)

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