Articoli

  • Aspetti vitali della vergogna (2018)

    Neri, C. (2018), Aspetti vitali della vergogna. Frenis Zero. Disponibile da link Questa relazione, è un’elaborazione dell’articolo “Aspetti vitali della vergogna” del 2016, pubblicato sulla rivista Koinos. Gruppo e Funzione Analitica (Nuova Serie, IV, n. 2, luglio-dicembre 2016). Abstract Investire libidicamente su nuovi oggetti, è possibile nella misura in cui siamo “ancora giovani e vitali”, […]

  • Il Social Dreaming

    Neri, C. (2017), Il Social Dreaming (a cura di Giorgia Dappelo), in Gruppo, Raffaello Cortina, Milano. Sommario: In questa intervista, condotta da Giorgia Dappelo, ripercorro alcuni aspetti fondamentali del Social Dreaming: le sue origini, i presupposti teorici, le caratteristiche del setting, la posizione del conduttore, il tipo di lavoro che si fa durante gli incontri e […]

  • Gruppi nelle istituzioni

    Neri, C. (2017), Gruppi nelle istituzioni (a cura di Giorgia Dappelo), in Gruppo, Raffaello Cortina, Milano. Sommario: Nelle istituzioni psichiatriche la funzione curante non è attribuita solo ad un singolo, ma in larga misura ad un’équipe. Per questo motivo – oltre che per sostenere il carico emotivo dei “pazienti difficili” – è indispensabile che gli […]

  • La Consultazione Partecipata

    Neri, C. (2017), La consultazione partecipata, in F. Borgogno, G. Maggioni (a cura di), Una mente a più voci. Sulla vita e sull’opera di Dina Vallino, Mimesis Edizioni, Milano. Abstract Ricordando Dina Vallino, parlo della “Consultazione Partecipata”: un percorso di consultazione che include genitori e figli insieme. Questo particolare setting prevede che, nel corso della […]

  • Il supervisore ed il maestro dei Sushi

    Neri, C. (2017), Il supervisore ed il maestro dei Sushi. Introduzione a R. Romano Toscani, Conversazione a due voci: Note sulla supervisione, Franco Angeli, Roma. Abstract Nell’introdurre i lettori al testo di Rosa Romano Toscani, “Conversazione a due voci: Note sulla supervisione”, vengono illustrati alcuni aspetti del rapporto tra allievo e supervisore. Ci si sofferma […]

  • La question de la vie privée en psychanalyse de groupe

    Neri, C. (2017), La question de la vie privée en psychanalyse de groupe. Connexions, 108, 23-32. Abstract Je traiterai quatre thèmes, étroitement liés entre eux : la question de la vie privée en psychanalyse de groupe ; les fantasmes et les peurs des patients avant d’entrer dans le groupe ; le changement rapide qui se produit dès que […]

  • Un piccolo rito e tre fasi del processo di elaborazione in psicoanalisi di gruppo

    Neri, C. (2017), Un piccolo rito e tre fasi del processo di elaborazione in psicoanalisi di gruppo, in Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 40. Disponibile da  link Abstract Partendo da un esteso resoconto clinico, porto l’attenzione su due questioni importanti per comprendere l’efficacia terapeutica del piccolo gruppo psicoanalitico. La prima è quella della […]

  • The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields

    Neri, C. (2017), The analytic field as a resonator and instrument for revealing the presence of other fields, in Kats, S.M., Cassorla, R., Civitarese, G. (eds.), Advances in Contemporary Psychoanalytic Field Theory: Concept and Future Development, Routledge, Taylor and Francis Group, London and New York. Abstract In this paper the author explores the idea that the […]

  • A small ritual and three phases of the process of elaboration in group psychoanalysis

    Neri, C. (2016), A small ritual and three phases of the process of elaboration in group psychoanalysis, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 40. Disponibile da  link. Abstract Using an extended clinical account, I draw attention to two questions that are important to understanding the therapeutic efficacy of the small psychoanalytic group. The first […]

  • Pensare l’istituzione

    Neri, C. (2016), Pensare l’istituzione, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 36. Disponibile da link Abstract Nel testo mi soffermo su tre temi. Il primo è relativo ad un aspetto particolare della relazione tra un individuo ed una istituzione. L’istituzione può fornire o non fornire all’individuo un rimando di immagine (rispecchiamento) adeguato alle sue […]

  • Thinking the Institution

    Neri, C. (2016), Thinking the Institution, Funzione Gamma. Journal online di Psicologia di gruppo, 36. Disponibile da  link. Abstract This essay focuses on three topics. The first is related to a particular aspect of the relationship between individuals and the institution. The institution may or may not provide the individual with an image (mirroring) suited to […]

  • Aspetti vitali della vergogna

    Neri, C. (2016), Aspetti vitali della vergogna, Koinos: Gruppo e Funzione Analitica, IV (2), 87-96. ISSN 1593 – 0041

    Sommario

    Il senso di vergogna viene esemplificato in uno stralcio di un’opera di Hilary Mantel (2012), che mostra come la vergogna sia la manifestazione della difesa dal mostrarsi all’altro come “esseri umani”.
    Nell’ultima parte dello scritto, l’autore pone l’accento sulla necessità che l’analista aspetti con pazienza e tranquillità che il paziente prenda contatto con i suoi sentimenti di vergogna, creando un luogo sicuro in grado di favorire questa esperienza, che è una tappa nel processo analitico.

  • Commento al caso clinico di “Giulia”

    Neri, C. (2016), Casi clinici: interventi sul caso di Giulia, Psicoterapia e Scienze umane, 1(L), 147-148. ISSN:  0394­-2864

    Sommario 

    Nello scritto l’autore commenta il caso clinico di Giulia, una donna di circa quarant’anni, sopravvissuta a una diagnosi di mesotelioma pleurico da esposizione all’amianto. Il caso è riportato nella rubrica “Casi Clinici” del n. 4/2015 della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane” ed è stato presentato e scritto dalle dottoresse Isabella Giulia Franzoi, Fanny Guglielmucci, Francesca Viola Borgogno e Antonella Granieri. Giulia è inserita in un gruppo di psicoanalisi multifamiliare nel contesto di una cittadina, Casale Monferrato, che ha vissuto il trauma della malattia e della morte dovuta all’intossicazione da Eternit. Il vertice osservativo dell’autore considera due protagonisti del caso: Giulia e Casale Monferrato. A partire da ciò, l’autore si sofferma sull’uso che le co-conduttrici del gruppo multifamiliare (Antonella Granieri e Francesca Viola Borgogno) hanno fatto del gruppo stesso, rendendolo uno spazio in grado di creare una punteggiatura emotiva degli eventi traumatici che hanno colpito i partecipanti. Dal modo in cui viene punteggiata una sequenza di comunicazioni, cambia e si arricchisce il significato della comunicazione stessa: ponendo enfasi sugli aspetti emotivi degli eventi, le co-conduttrici sono state in grado di interpretare tali eventi anche alla luce degli affetti. Inoltre, la creazione condivisa di tale punteggiatura ha reso possibile un movimento trasformativo importante per Giulia stessa che ha potuto, così, avvicinarsi emotivamente alla sua famiglia e condividere il suo dolore.

  • Go-between_ita

    Neri, C., (2015), A go-between, in Williams, M.H. (ed), Teaching Bion: Model and Approaches, Karnac Books, London, 17-20.

    Sommario 

    L’autore racconta il proprio modo di “insegnare Bion” agli studenti, anche se egli stesso preferisce definirsi un “tramite” tra il suo pensiero e gli studenti stessi. La scelta di avvicinare Bion agli studenti è dettata in primis dall’affinità che il suo pensiero ha con le inclinazioni dei giovani: la capacità di essere proiettato al futuro, di essere iper-moderno, serio e al contempo ironico, ma anche di porsi come sostegno per i giovani nell’intraprendere percorsi psichici nuovi e diversi. L’autore si avvale di quattro strumenti per svolgere tale funzione. Il primo implica leggere Bion alla lettera, non modificandolo, né rendendo più semplici le sue idee, anzi scegliendo sempre l’idea più difficile e meno intuitiva. Con il secondo strumento l’autore favorisce le libere associazioni degli studenti, a partire dalle proprie idee, fantasie e associazioni evocate dal testo bioniano, tenendo, però, bene a mente la linea di separazione tra le idee di Bion e le associazioni su di esse. Il terzo riguarda la capacità di ogni studente, futuro analista, di non rifugiarsi nelle teorie di Bion o di un altro psicoanalista, ma di sperimentare la solitudine necessaria all’assunzione di responsabilità nel lavoro clinico, aspetto sollecitato da Bion stesso. Infine, l’ultimo strumento serve per mettere in guardia gli studenti dal rischio dell’arroganza durante il “processo veritativo” – il processo di diventare una persona più autentica, cercando la verità –  conseguenza del contatto con il pensiero bioniano; in tal caso essere un esempio di fuga dall’arroganza può essere molto più utile di divieti e ammonizioni.

  • Field Theory and Trans-generational Phantasies

    Neri, C. (2016), Field Theory and Trans-generational Phantasies, in Borgogno, F., Luchetti, A., Marino Coe, L. (eds), Reading Italian Psychoanalysis, Routledge, London.

    Abstract: There is an enormous literature on the inheritance of trans-generational phantasies and phantasms. I deal with a specific aspect of the theme in this article: whether mental and relational fields (such as those characterized by ‘nobility’ and boredom) can cross over several generations

  • Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe

    Neri, C. (2015), Commuting: le passage d’un problème de la sphère individuelle au champ du groupe, Revue de psychothérapie psychanalytique de groupe, 65 (2), 7-26. doi:10.3917/rppg.065.0007. Résumé  Le travail analytique de groupe est caractérisé par la centralité du passage de fantasmes, de pensées et de problèmes de la sphère individuelle au champ du groupe. L’importance de ce […]

  • Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo ad orientamento analitico. Variazioni sul tema

    Neri, C. Marinelli, S., Corbella, S. (2015), Indicazioni alla psicoterapia di un gruppo a orientamento psicoanalitico: Variazioni sul tema, Gruppo: omogeneità e differenze, 1, 14-36.  Link alla rivista

    Sommario
    Si propone, dopo un breve esame della letteratura, che il dispositivo di gruppo sia adatto in particolare ai pazienti portatori di disturbi legati alla scarsa individuazione di sé e alla mancanza di identificazione con se stessi. Sono illustrate a questo scopo alcune funzioni del dispositivo e del processo di gruppo; alcune proprietà del campo omogeneo di gruppo; alcune qualità psichiche specifiche dei pazienti psicosomatici, visti come particolarmente adatti a fruire e a contribuire al funzionamento multiplo dell’apparato gruppale. Un esempio clinico chiarisce questa affermazione. Viene fatta una distinzione fra gruppi nelle istituzioni pubbliche e gruppi nel privato.
    Si discute poi dell’importanza dei primi colloqui per indirizzare o meno un paziente alla terapia di gruppo e in quale tipo di gruppo.

  • La tenerezza e la capacità di relazione

    Neri, C. (2015), La tenerezza e la capacità di relazione, in Granieri, A., (a cura di), Il fattore T in psicoanalisi: La tenerezza nel lavoro di Eugenio Gaburri, Edizioni Borla, Roma.

    Sommario 

    L’articolo è presentato in occasione della Giornata in memoria di Eugenio Gaburri, presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Torino, il 15 febbraio 2014.
    L’autore approfondisce l’impiego che Eugenio Gaburri fa della parola tenerezza. La letteratura psicoanalitica mette in relazione la tenerezza coi processi di sublimazione della sessualità, Gaburri ne arricchisce il significato definendola come il risultato della possibilità di vedere l’altro, non come oggetto ma come altro di per sé. Inoltre, viene declinata in tre aspetti: la tenerezza è un sentimento in grado di mitigare la separazione da una persona cara o da aspetti di noi stessi in quanto diviene contenitore di contenuti violenti rispetto alla separazione e li trasforma in qualcosa di diverso (corrisponde alla percezione del limite);  tenerezza è una forma di legame – asimmetrico, ma reciproco – che si stabilisce tra una persona – l’analista, ad esempio – disposta a cogliere un particolare aspetto dell’altro investendolo di affetto e un aspetto dell’altro che esiste e corrisponde a tale affetto; infine, tenerezza è la funzione – assimilabile alla Réverie materna – che consente l’elaborazione del perturbante presente nell’incontro con l’altro. Nei paragrafi finali l’autore propone esemplificazioni cliniche in cui la tenerezza può presentarsi e che riguardano l’entrata in analisi di un aspetto di Sé del paziente che sino ad allora era dissociato rispetto al Sé dominante. L’ingresso di tali aspetti è legato alla capacità relazionale dell’analista declinata in intrapsichica – mantenere viva e ritrovare sempre una sorgente interna di interesse e calore per il rapporto –  e interpersonale.